Ultimo appello della Rete dei Comitati degli Esodati al Presidente Renzi

CHIUDIAMO LA VERGOGNOSA PAGINA DEGLI ESODATI  CON UNA 8’ SALVAGUARDIA PER TUTTI I 34.000  ESCLUSI !!!

In queste ultime settimane abbiamo preso atto, dalle dichiarazioni del Ministro Poletti, e da quelle di altri esponenti del Governo, che sarà inserito un nuovo provvedimento di salvaguardia per gli Esodati in Legge di Bilancio in fase di presentazione al Parlamento.

Un Ottavo provvedimento che, nelle intenzioni governativa, dovrebbe, finalmente,  chiudere la “vertenza esodati”. Dall’altra, invece, emergono i primi parziali elementi che darebbero un provvedimento, ancora parziale, limitato ad un bacino di 20/25.000 e con un allungamento del riconoscimento  alla salvaguardia per un solo anno.

LA “RETE DEI COMITATI” E TUTTI GLI ESODATI AD ESSA AFFILIATI DICONO NO !!

NO AD UN PROVVEDIMENTO PARZIALE ED INSSUFFICIENTE CHE LASCIA NEL LIMBO MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE STREMATE DA QUASI 5 ANNI DI ANGOSCIANTE ATTESA!!

I numeri degli esclusi emergono chiaramente dalle risposte del Governo a 3 interrogazioni parlamentari alle quali il Ministero del Lavoro (su dati forniti dall’INPS) certifica che gli Esodati esclusi dai precedenti sette provvedimenti sono 34.000 con decorrenza del diritto alla pensione fino al 31.12.2019. Data da tutti ritenuta quale equo riconoscimento di quel regime transitorio nella applicazione delle nuove norme disconosciuto illegittimamente da quella infausta manovra del 2011.

Oggi emerge che l’INPS abbia stimato in 25.000 gli Esodati con decorrenza pensionistica di un solo anno; dato che appare assolutamente non in linea e coerente col precedente dato, consegnato sempre al Ministero del Lavoro, di 34.000 per tre anni!!. Ci pare che questo Istituto continui a “dare i numeri” sugli Esodati e continui a sballare tutte le stime su tale grave fenomeno circostanza, questa, che ha impedito finora al legislatore, ed a distanza di quasi 5 anni dal misfatto!,  di adottare i giusti provvedimenti legislativi per risolvere definitivamente l’ingiustizia sociale degli Esodati.

Basta verificare l’ultimo Report dell’INPS sulle sette salvaguardie: per la settima salvaguardia sui 26.300 posti per gli aventi diritto stimati dall’INPS (e considerati in Legge dal Governo) ne sono stati accolti 11.525; un errore che supera il  50%  come si potrà evincere dal Report dell’Istituto!

Da tale Report risultano, nella Tabella Riepilogativa, 172.000 aventi diritto  stimati (e finanziati dai sette provvedimenti di legge)  contro 132.000 domande accolte con una differenza di 42.000.

Una Legge dello Stato, la N. 228 del 2012, prevede che le risorse stanziate per restituire il diritto alla pensione (con lo strumento della salvaguardia) a quei 172.000 Esodati DEVONO essere esclusivamente utilizzate per tale fine.

Emerge con chiarezza, dai dati pubblicamente diffusi dall’INPS, che dai sette precedenti provvedimenti avanzano 42.000 posti disponibili per l’Ottavo provvedimento che il Governo si accinge ad inserire nella Legge di Bilancio 2017.

Riteniamo pertanto che ci siano risorse risparmiate e posti disponibili per risolvere definitivamente l’emergenza sociale Esodati.

Chiediamo pertanto al Presidente Renzi, al Governo ed al Parlamento di CHIUDERE DEFINITIVAMENTE LA VERTENZA ESODATI assicurando esclusivamente, in questo Ottavo provvedimento, la salvaguardia per tutti gli ex lavoratori (chiamati impropriamente Esodati) che :

1) Non erano più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure avevano entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedevano il futuro licenziamento.

2) Maturavano il “requisito” pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018 escludendo, per il riconoscimento del diritto alla salvaguardia, l’applicazione dell’aspettativa di vita ai requisiti anagrafici e contributivi, e portando per tutti a 15 mesi la finestra di attesa per la decorrenza pensionistica come già avviene per i cosiddetti “quarantisti” e permettendo ai mobilitati la maturazione del “requisito pensionistico” entro i 36 mesi dal termine della mobilità.

Questi lavoratori avevano sottoscritto un Patto con lo Stato, cancellato da quella iniqua manovra del 2011,  che lo Stato ha il dovere di ripristinare.

Un Patto sancito anche negli art. 3, 38 ed 81 della nostra Costituzione che questo Governo e questo Parlamento hanno il dovere di rispettare ponendo fine all’Emergenza Sociale degli Esodati.

Come “Rete dei Comitati degli Esodati” chiediamo al Presidente Renzi un urgente incontro per esporre compiutamente le nostre ragioni prima della definitiva stesura del preannunciato 8°provvedimento e della sua presentazione in Parlamento.

La “Rete dei Comitati”, in assenza di adeguate risposte all’appello di tutti gli Esodati, si riserva ogni utile e doverosa iniziativa volta al ripristino del diritto alla pensione ed alla sopravvivenza dei suoi affiliati.

Rete dei Comitati degli Esodati

Fonte: Pensionitoday

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