Uil: Servono 2,5 mld e soluzioni anche per Esodati, Precoci ed Usuranti

“Stiamo continuando a discutere ma il percorso non è finito: non c’è dissenso né intendiamo esprimere giudizi compiuti, perché stiamo ancora cercando di trovare soluzioni. Abbiamo iniziato a parlare di merito, in questi ultimi mesi, affrontando i principali punti individuati per il confronto. Non ci possiamo fermare solo sulla cosiddetta Ape proposta dal Governo: ci sono i lavori usuranti, c’è il problema dei precoci, per i quali 41 anni di contributi devono essere considerati più che sufficienti per accedere al pensionamento senza penalizzazioni, c’è la questione delle ricongiunzioni, solo per citare gli aspetti più delicati ai quali siamo particolarmente interessati”, afferma Barbagallo della Uil.

“Non vorrei che stesse per ricominciare il vecchio balletto: i soldi che ci sono bisogna darli come sempre alle imprese, oppure finalmente anche a lavoratori e pensionati? Noi sappiamo benissimo che agli imprenditori degli aiuti possono servire, ma i fatti dicono che con questa politica sono anni che restiamo a bagnomaria e non usciamo mai dalla crisi”.

“Ci rendiamo conto o no che il 75% delle imprese italiane lavora per il mercato interno? Lo vogliamo capire che i lavoratori e i pensionati non hanno soldi da spendere per acquistare questi prodotti?. Io dico che le risorse necessarie si possono trovare guardando a un arco di tempo più lungo. Ma cominciando con gli interventi che sono indispensabili ora”.

“Serve subito la flessibilità in uscita; c’è un problema per i lavoratori precoci, per gli esodati, per chi svolge lavori usuranti, per i pensionati più poveri. Discutiamo in che modo realizzare queste misure, ma sono tutte necessarie, e le risorse si devono trovare. Secondo i nostri conti sulla previdenza servono 2,5 miliardi: non sono certamente cifre esagerate. E allora, iniziamo il percorso: ai pensionati in essere diamo una “no tax area” uguale a quella dei dipendenti; aumentiamo le quattordicesime per i pensionati fino a 1200-1300 netti. E poi l’anticipo previdenziale: non è giusto che chi lo fa per necessità debba pagare di tasca sua. Non possiamo chiedere di tirare fuori dei soldi ai lavoratori prossimi alla pensione e licenziati, che non troveranno mai più un lavoro, a quelli che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. Anche noi del sindacato possiamo discutere se mettere a disposizione parte delle risorse della bilateralità. Ma stavolta non perdiamoci come al solito in chiacchiere”.

Dopo la CGIL e la Fiom che hanno duramente contestato l’operato del Governo sul tema pensionistico, criticando il pacchetto di misure che si stanno varando, anche la UIL sembra allinearsi sullo stesso filo logico.

Fonte: Pensionitoday

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