Esodati: Appello al parlamento per la sollecita approvazione del Ddl A.C.3893, Ottava Salvaguardia

Stamattina abbiamo inviato al Presidente Renzi, ed al Parlamento   l’ennesimo appello in questi quasi 5 anni, volto a chiudere la vergognosa pagina degli “esodati” aperta con quella nefasta manovra finanziaria del 2011.

OTTAVA SALVAGUARDIA SUBITO PER GLI ESODATI ESCLUSI  !!

Al Presidente della Camera On. Laura Boldrini

Al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso

A tutti i Capigruppo parlamentari

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

A 55 mesi dall’entrata in vigore della manovra finanziaria del 2011 sul sistema previdenziale italiano che ha segnato la nefasta nascita degli “esodati” ci rivolgiamo a voi tutti per l’ennesimo appello affinché venga sollecitamente e definitivamente chiusa questa vergognosa pagina della legislazione italiana.

Infatti rimangono ancora oltre 34.000 ex lavoratori, esclusi dai sette provvedimenti di salvaguardia finora adottati ai quali occorre sollecitamente restituire il diritto alla pensione negato loro da quella iniqua manovra: 34.000 famiglie migliaia delle quali si ritrovano in uno stato di vera e propria indigenza, ed altrettante migliaia che rischiano di finire nel medesimo stato se non verrà restituito il loro costituzionale diritto alla pensione.

Un vera EMERGENZA SOCIALE da noi più volte denunciata ed alla quale occorre porre fine urgentemente !!

34.000 “esodati” certificati dal Governo rispondendo alle tre note interrogazioni in Commissione Lavoro alla Camera.

Risposte date utilizzando informazioni fornite dall’INPS  spesso rivelatesi sovrastimate come dimostrato dai dati contenuti nell’ultimo Report del 20.5.16 pubblicato dall’Istituto di Previdenza.

La Rete dei Comitati degli Esodati, pur non condividendone alcun aspetto,  non ha mai chiesto, ne’ chiede, l’abolizione di quella manovra sulla previdenza italiana, ma unicamente che se ne correggano i macroscopici errori, riconosciuti da TUTTI i nostri interlocutori istituzionali governativi e parlamentari, ad iniziare da quello che ha causato la vergogna Esodati.

Si ritiene che OGGI Governo e Parlamento non abbiano più alcun pretesto  per non correggere quell’errore adoperandosi con urgenza ad approvare l’ottavo provvedimento di salvaguardia che renda giustizia a tutti i 34.000 esclusi dai precedenti sette.

Ci sono i numeri, c’è la determinazione politica del Parlamento e  sono disponibili sufficienti coperture finanziarie; si attende quindi, ed unicamente, la volontà politica del Governo e del Parlamento che DEVONO sollecitamente provvedervi.

I NUMERI E LE RISORSE

Con tre precise interrogazioni parlamentari si è richiesto al Ministero del Lavoro di verificare il numero degli “esodati” da salvaguardare con un ultimo definitivo intervento; le risposte fornite al Parlamento dai  Sottosegretari   sono le seguenti:

Interrogazione n. 5-030439 On. Gnecchi ed altri del 15.10.2014. Risposta del Governo, su dati INPS: Gli “esodati” non salvaguardati sono 49.500. Al netto di quanti interessati con la LdS 2016 (26.300) restano 23.200 da salvaguardare

Interrogazione n. 5-07569 Gnecchi. Risposta del Governo, su dati INPS: sono 10.600   i lavoratori collocati in mobilità a seguito di accordi stipulati in sede governativa e non governativa, entro il 31 dicembre 2011, che matureranno i requisiti pensionistici previgenti il cosiddetto decreto « Salva Italia » entro due o tre anni dalla fine della mobilità.

Interrogazione n. 5-08687 Rizzetto che richiede il numero degli “esodati” postali over 2018: il Governo, su dati INPS, fornisce una dato approssimativo, individuando una platea pari a 82 lavoratori.

Alla data odierna risultano pertanto meno di 34.000 gli “esodati”   per i quali, conseguentemente alle risposte governative alle 3 rispettive interrogazioni parlamentari, deve essere restituito il diritto alla pensione con  un provvedimento di salvaguardia

Dall’ultimo Report sui sette provvedimenti di salvaguardia, diffuso dall’INPS il 15.6.2016, emerge esplicitamente che i posti ancora a disposizione per un nuovo provvedimento di salvaguardia sono  ALMENO 34.000.  Infatti a fronte  di una potenziale platea di 172.466 aventi diritto  sono state accolte  finora 127.632 domande, mentre 10.395 risultano ancora giacenti in attesa di istruttoria. Risulta pertanto in  modo inconfutabile che  i posti MINIMI disponibili già consolidati (coperti da regolare finanziamento rimodulato con la Legge di Stabilità 2016) sono ben 34.439, ai quali si devono sommare quelli derivanti dalle istanze che avranno esito negativo nelle 10.395 in istruttoria.

E’ innegabile dunque, che le risorse stanziate sono ampiamente sufficienti anche per l’ottavo provvedimento di salvaguardia per tutti i 34.000 esclusi

E’ altrettanto innegabile che parte delle somme stanziate per le salvaguardie   nel fondo istituito al comma 235 della L. 228/2012, sono state distratte da quel fondo e destinate a risolvere problematiche che, pur meritorie di attenzione, nulla c’entrano con la “Questione Esodati”!

Quelle somme, che devono essere reintegrate nel fondo sono più che sufficienti a garantire la copertura finanziaria dell’ottava salvaguardia, evitando così ogni nuovo esborso da parte dello Stato.

Le risorse finanziarie sottratte al “fondo esodati” istituito con la L. 228, art. 1, comma 235, ammontano a ben 914,6 Milioni, dei quali:

391 milioni nella legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), Art. 1, commi 273 – 281 – 289;

e ulteriori 523,6 milioni con il recente D.L. n. 185/2015 (“Misure urgenti per interventi nel territorio”), Art. 13, e Art. 17 lettera m).

PROPOSTA DI LEGGE PER l’ OTTAVA SALVAGUARDIA

Il 10 giugno. è stata presentata alla Camera dei Deputati, a firma dell’On. Cesare Damiano Presidente della Commissione Lavoro della Camera e dell’On. Maria Luisa Gnecchi, capogruppo del PD nella medesima Commissione, e di altri 18 parlamentari del PD la proposta di legge A.C. 3893 “Modifiche all’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché ulteriori disposizioni di salvaguardia in materia di accesso al pensionamento e di decorrenza delle prestazioni pensionistiche”  oggi all’esame della stessa Commissione.

Tale proposta rappresenta un ottavo provvedimento di salvaguardia che, seppur perfettibile, riteniamo risponda a gran parte delle richieste che la “Rete dei Comitati degli Esodati” ha rivolto in questi 4 anni a Governo e Parlamento.

Riteniamo che alla stessa, con opportune e possibili integrazioni,  debba essere assicurato  un percorso parlamentare d’urgenza al fine di procedere ad una sua rapida approvazione entro il mese di settembre.

LE RICHIESTE DELLA RETE DEI COMITATI DEGLI ESODATI

Alla luce di quanto esposto chiede al Governo ed al Parlamento:

  1. L’immediata chiusura delle istruttorie della settima salvaguardia;
  2. La sollecita ed urgente chiusura della Conferenza di Servizi che certifichi i reali risparmi derivanti dalle sette precedenti salvaguardie e già ampiamente documentati dall’INPS nel suo ultimo parziale Report DEL 15.6.16;
  3. Il pieno reintegro delle somme prelevate dal “Fondo Esodati” di cui al comma 235 della L. 228/2012 ed utilizzate per svariati capitoli di spesa incoerenti rispetto al dettato legislativo che regolamenta il fondo stesso;
  4. L’utilizzo integrale di tutti gli 11,6 miliardi già stanziati per gli “esodati” con un nuovo definitivo provvedimento che ricomprenda TUTTI gli esclusi, non essendoci  alcun nuovo onere aggiuntivo a carico dello Stato;
  5. Il pieno sostegno del Governo alla nuova proposta di legge parlamentare A.C.3893 per l’ottava salvaguardia in esame alla Commissione Lavoro della Camera.

Si ribadisce pertanto l’appello a tutto il Parlamento affinché venga assicurata l’assegnazione della sede legislativa alla Commissione Lavoro al fine di una rapida approvazione del DDL 3893 entro il mese di settembre del c.a.

Si ritiene che il Governo ed il Parlamento non abbiano più alcun alibi per non chiudere sollecitamente la vergognosa pagina degli “esodati”, restituendo ai 34.000 esclusi il loro legittimo diritto alla pensione. Continueremo la nostra mobilitazione, in tutte le forme, fino a quando questa vergognosa pagina della legislazione previdenziale italiana non sarà definitivamente chiusa.

Rete dei Comitati degli Esodati

Roma 29 luglio 2016

Portavoce: Francesco Flore

Fonte: Pensionitoday

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