Damiano: Il Def conferma la montagna di risparmi da usare per correggere tutte le storture della Fornero

“L’apertura, da parte del Governo, sul tema della flessibilità delle pensioni contenuta nel Documento di Economia e Finanza, trova maggiore forza dall’analisi dei risparmi ottenuti, dal 2004, con le riforme. Così Cesare Damiano, presidente della comissione Lavoro alla Camera.

Il testo del Def recita: ‘Cumulativamente la minore incidenza della spesa in rapporto al Pil derivante dal complesso processo di riforma avviato nel 2004, ammonta a circa 60 punti percentuali del Pilfino al 2050. Tale effetto è da ascrivere, per circa 1/3 alla riforma introdotta con la legge 214 del 2011 e, per circa 2/3, ai precedenti interventi’.

Poiché un punto di Pil equivale a 15 miliardi di euro – spiega Damiano – si tratta di 900 miliardi (novecento), quasi la metà del debito pubblico italiano. Ci auguriamo che questi dati mettano definitivamente a tacere tutti coloro che continuano a sostenere che il nostro sistema previdenziale non è sostenibile nel lungo periodo.

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Al contrario, noi pensiamo che questa montagna di risparmi ci potrà consentire di correggere il sistema pensionistico nei vari punti di sofferenza: flessibilità in uscita, lavoratori precoci, esodati, ricongiunzioni, lavori usuranti e indicizzazione delle pensioni al costo della vita”, conclude.

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