Per Zanetti le pensioni non sono una priorità

“Il governo deve darsi delle priorità in materia economica e al momento al primo posto c’è la conferma delle riduzioni fiscali per chi lavora e produce. Poi bisogna disinnescare definitivamente le clausole di salvaguardia. Solo dopo si potrà pensare all’aumento delle pensioni minime, che sono decisamente molto basse, magari con l’estensione del bonus da 80 euro anche a questa tipologia di persone. Va detto, però, che prima bisognerebbe occuparsi di chi non ha né un lavoro né una pensione. Altrimenti si rischia soltanto di dare spazio a un esasperato populismo, che è presente sia all’opposizione che tra i banchi del governo”. Così Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia.

“All’Europa chiederemo sicuramente una flessibilità per il 2017, in modo da ridurre la pressione fiscale e rendere strutturale l’addio alle clausole di salvaguardia. Non sono ancora in grado di quantificare le richieste, ma saranno sicuramente compatibili con le nostre esigenze”.

“Un problema grave, gravissimo, è quello dell’evasione fiscale. Ora è uscita la notizia su Panama, e vi garantisco che andremo a riprenderci fino all’ultimo euro. Il premier islandese ha valutato che fossero opportune le sue dimissioni, è una tendenza politica che si sta radicando anche in Italia, quella di farsi da parte se si verificano dei comportamenti poco opportuni. Questo governo ha fatto più di qualunque altro sul fronte delle misure di contrasto all’evasione internazionale. Abbiamo anche sminato quei paradisi fiscali, come la Svizzera, stipulando convenzioni anche con altre zone mondiali. Stiamo costringendo gli evasori a spostarsi sempre più in là, con il rischio di vedere persi i propri soldi nascosti in zone del mondo opache. Sarebbe esattamente quello che si meritano”.

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“Infine sono sicuro che serve una soluzione di sistema per le banche, gli incontri che finora ci sono stati sono finalizzati a raggiungere un obiettivo di questo tipo. Ipotesi sul tavolo ce ne sono molte, è giusto che siano Padoan e Renzi a raccontarle in dettaglio. Per quanto riguarda i rimborsi agli obbligazionisti, non ho nessuna novità da commentare. Io resto convinto che servono risarcimenti pieni, ma devono essere frutto di un esame caso per caso, predisponendo un decreto ad hoc che delimiti il perimetro di chi ha diritto ai rimborsi, rendendoli in questo modo automatici. Il lavoro era già stato fatto un mese e mezzo fa, bastava approvare la proposta di Scelta Civica”.

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