Damiano non molla e chiede a Renzi confronto su Flessibilità

“Alla Direzione del PD di ieri Gianni Cuperlo ha fatto una affermazione che condivido: silenziosamente, molti elettori e militanti di sinistra del PD ci stanno abbandonando perche’ non vedono un’azione politica attenta ai temi sociali ed a quelli dell’eguaglianza. Ci vuole quindi un tagliando al programma di Governo”. Così Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“Il punto e’ vero e non va sottovalutato. Personalmente – spiega – ritengo necessari segnali di correzione legislativa per quanto riguarda le pensioni ed il Jobs Act. Sul primo punto, l’appuntamento immediato e’ il Documento di Economia e Finanza: se non dovesse contenere un riferimento alla necessita’ di correggere il sistema previdenziale, sarebbe grave e anche contraddittorio con le affermazioni dello stesso Premier Renzi”.

“L’obiettivo del 2016 deve essere la flessibilita’ delle pensioni. Sul lavoro vanno fatte almeno due correzioni: rendere strutturali gli incentivi per il contratto a tutele crescenti, se non vogliamo il crollo delle assunzioni quando finiranno gli incentivi e ritornare alla legge Biagi utilizzando i voucher soltanto per il lavoro occasionale”.

“Il premier Renzi ha annunciato via Facebook una raffica di provvedimenti sul tema delle pensioni: ce ne rallegriamo perché da anni abbiamo fatto di questo argomento un elemento centrale della nostra battaglia politica e sociale”.

“Il tema più importante che è stato affrontato è quello della flessibilità in uscita. Aspettiamo che Renzi voglia confrontarsi con la proposta dei parlamentari Pd della commissione Lavoro, depositata già nel 2013, che consente di anticipare la pensione per un massimo di 4 anni mantenendo i conti in pareggio. Su questo punto c’è molta aspettativa nel Paese”.

“Il secondo argomento – ha spiegato – riguarda il ricalcolo delle pensioni con il sistema contributivo. Apprezziamo il fatto che Renzi dica che ‘non possiamo ammazzare chi va in pensione con il retributivo’, ma non siamo d’accordo con lui sull’esigenza di trovare un punto di equilibrio, soprattutto perché quel ricalcolo, come ci ha spiegato l’Inps, semplicemente non si può fare e perché é ora di smetterla di sostenere che chi é andato in pensione con il sistema retributivo abbia rubato qualcosa”.

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“Il terzo punto riguarda la possibilità di alzare le pensioni minime: ci sono molte soluzioni, tra le quali la quattordicesima, e il Premier propone di dare gli 80 euro al mese. Trattandosi di circa tre milioni e mezzo di pensioni, la spesa ammonterebbe a circa tre miliardi e seicento milioni all’anno. L’importante è fare un intervento complessivamente razionale e non creare aspettative che possano andare deluse. Siamo pronti a lavorare con il Governo su questi argomenti al fine di individuare le migliori soluzioni”, ha concluso Damiano.

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