Morando frena ancora ma Damiano incalza: E’ ora di passare dalle parole ai fatti

“Abbiamo apprezzato le parole di Enrico Morando a proposito della non necessità di manovre correttive, nonostante l’accentuarsi degli elementi di instabilità e di incertezza economica e sociale. Sulle pensioni, invece, ci saremmo augurati di sentire l’annuncio di qualche novità. Morando ha confermato l’impegno del Governo sul tema: noi pensiamo che sia giunto il momento di aprire il confronto per passare dalle parole ai fatti”. Così Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“I sindacati – prosegue – unitariamente, hanno organizzato manifestazioni in tutte le regioni d’Italia il prossimo 2 aprile sulla previdenza, mentre alla Commissione lavoro della Camera sono incardinate proposte di legge sulla flessibilità delle pensioni che dovrebbero diventare a breve un testo unificato. Aspettiamo soltanto un segnale dal premier Renzi per aprire la discussione considerato che, nel prossimo Documento di Economia e Finanza da presentare entro aprile alle Camere, dovranno essere indicati gli obiettivi programmatici”.

“Se tra essi non ci sarà quello della previdenza, difficilmente lo troveremo bella legge di Stabilità. Ci aspettiamo un segnale di coerenza”.

“I dati relativi ai controlli effettuati dal Ministero del Lavoro fanno venire i brividi. Un terzo di queste aziende – spiega – e’ risultato irregolare ed e’ emerso 1 miliardo e 300 milioni di contributi evasi. Questo porta a ritenere che in Italia ci siamo quasi 2 milioni di lavoratori al nero con un sommerso pari a oltre 40 miliardi di euro. Tali dati dovrebbero far vergognare quanti, a destra, hanno sempre sostenuto la deregolazione mascherata da semplificazione burocratica e combattuto i controlli. Un futuro fatto di lavoratori sempre piu’ precari o al nero, retribuiti con voucher che sostituiscono il normale lavoro subordinato e aziende popolate di lavoratori settantenni che mantengono a casa, disoccupati, i propri figli e nipoti, non e’ augurabile a nessuno.

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Purtroppo, e’ il modello economico e sociale che ha vinto in questi ultimi 35 anni, quello del liberismo e del capitalismo finanziario. E’ ora che la sinistra riformista, che ha grandi responsabilita’ per la situazione che si e’ determinata, batta un colpo e proponga un orizzonte alternativo: piu’ crescita e meno rigore, incentivi strutturali al lavoro stabile per battere la precarieta’ e flessibilita’ nelle pensioni per far uscire dal lavoro i piu’ anziani e aprire le porte delle aziende ai giovani”, conclude.

Morando frena ancora ma Damiano incalza: E’ ora di passare dalle parole ai fatti
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