Damiano fa il punto della situazione

“Siamo entrati nei due ultimi anni di legislatura e quindi al giro di boa nell’azione di Governo. Le prossime scadenze, a partire dalla legge di Stabilità, debbono consentirci di fare ” il tagliando” e di centrare nel migliore dei modi l’obiettivo fondamentale: dare un lavoro stabile e di qualità ai giovani e mettere in cantiere le premesse per non avere future generazioni di pensionati poveri”.

Flessibilità in uscita

“Sul tema della flessibilita’ delle pensioni sta crescendo il sostegno della opinione pubblica e la mobilitazione unitaria del sindacato. E’ importante la scelta fatta da Cgil, Cisl e Uil di tenere il 2 aprile una manifestazione in ogni regione d’Italia sulla previdenza”.

“La proposta di legge che abbiamo depositati nel 2013 che stiamo aggiornando in Commissione lavoro per arrivare ad un testo unificato sottoscritto da tutti i partiti, ha al suo centro la flessibilita’ ed i lavoratori “precoci”. In sintesi, prevediamo 4 anni di anticipo rispetto alle attuali normative, con l’8% di penalizzazione ed a condizione che si abbiano almeno 35 anni di contributi”.

Lavoratori Precoci

“Per i “precoci” riteniamo sufficienti 41 anni di contributi. Chiediamo un confronto con il Governo su questo tema, considerato il fatto che il Premier Renzi ha dichiarato che il 2016 sara’ l’anno della flessibilita’. La legge di Stabilita’ di fine anno rappresenta l’occasione giusta”.

Europa e Rigore

“I recenti avvenimenti – ha detto Damiano – hanno messo in luce il cattivo stato dei diritti in Europa. Le politiche del rigore hanno fallito, non hanno creato sviluppo e hanno portato il mercato del lavoro a diventare la valvola di sfogo della crisi.  Il risultato e’ un’Europa indifferente ai bisogni delle persone, che genera euroscetticismo e lede la coesione sociale, con tutti i pericoli che questo comporta. Le politiche sociali sono infatti elemento fondamentale anche per contrastare i fenomeni di radicalizzazione, che favoriscono il proliferare della propaganda terroristica”.

“Se vuole davvero uscire dalla crisi, l’Europa – ha aggiunto – deve abbattere le politiche del rigore e combattere il dumping sociale, che andando avanti finira’ per mettere fuori mercato le aziende sane. La modernita’ non e’ la trasformazione del lavoro in merce, l’Europa dovrebbe puntare alla ‘tripla A’ sociale”.

“In modo particolare per l’Italia servirebbero sistemi previdenziali piu’ flessibili – ha rimarcato – perche’ non vedo cosa ci sia di moderno nell’andare in pensione a 70 anni per tenere a casa disoccupati i figli e i nipoti”.

Riforme Lavoro e Previdenza

“In questa ottica – spiega – le priorita’ che noi individuiamo sono precise: far assumere al contratto a tutele crescenti un ruolo centrale nell’attuazione del Jobs Act attraverso la trasformazione degli incentivi da congiunturali a strutturali; eliminare il carattere di nuova precarieta’ del lavoro che stanno assumendo i voucher, contraddittoria con la scelta della stabilita’ contenuta nel Jobs Act, normando in modo piu’ stringente la loro tracciabilita’ e riconducendoli al criterio di ‘occasionalita” previsto in origine dalla legge Biagi”.

“Infine – continua Damiano – realizzare con la legge di Stabilita’ del 2016, l’obiettivo della flessibilita’ delle pensioni al fine di contribuire a risolvere il problema dei disoccupati ultrasessantenni, molti dei quali resteranno senza ammortizzatori sociali e reddito a partire dalla seconda meta’ dell’anno in corso, e per aprire le porte delle aziende ai giovani bloccati dal ‘tappo generazionale’ creato dalla rigidita’ della legge Fornero”.

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“Un futuro di fabbriche con lavoratori quasi settantenni che mantengono a casa disoccupati i propri figli e nipoti non e’ una prospettiva degna di una politica riformista”!

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