Perequazione: Lo Spi Cgil vuole tornare alla Corte Costituzionale

“Attenzione ai ricorsi individuali per recuperare l’adeguamento all’inflazione. I costi potrebbero superare i benefici. Lo Spi Cgil punta a un nuovo pronunciamento della Corte con causemirate”.

“Per ottenere il ripristino totale della perequazione in favore di chi ha subito il blocco della pensione, il sindacato si è dato l’obiettivo di ottenere un nuovo pronunciamento della Corte Costituzionale del quale possano beneficiare tutti i pensionati coinvolti. Per ottenere questo pronunciamento ci vogliono tempo e risorse e non servono migliaia di ricorsi individuali, ma solo alcuni ben mirati. La materia è molto complessa e richiede di essere valutata con attenzione”. Così in un comunicato il Sindacato pensionati italiani della Cgil di Grosseto.

“Chi volesse contestare sul piano giurisdizionale la soluzione adottata dal governo per gli anni 2012 e 2013, può rivolgersi alle nostre sedi del Patronato Inca, che valuterà la sostenibilità del contenzioso in relazione al suo caso specifico. I costi della causa, infatti, in molti casi potrebbero superare i rimborsi. Nel frattempo lo Spi, assieme al Patronato, sta promuovendo alcune vertenze su alcuni casi specifici allo scopo di ottenere dai giudici il rinvio alla Corte Costituzionale per l’esame di legittimità dell’articolo 1 del Dl n. 65/2015. Questo perché, se si dovesse formare un orientamento negativo della magistratura di primo grado, sarebbe necessario ricorrere in appello per non pregiudicare definitivamente il diritto preteso; inoltre, se il giudice ritenesse infondato il ricorso, le spese sarebbero interamente a carico del ricorrente. Ma non solo: se si fosse in presenza di una sentenza negativa passata in giudicato, qualora in futuro la vertenza si risolvesse favorevolmente, chi ha avuto una sentenza negativa non potrà beneficiarne.

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Nel contempo vi è la necessità di tutelare tutti i pensionati (esclusi dalla perequazione negli anni 2012 e/o 2013) dalla prescrizione quinquennale degli arretrati che scadrà il 31 dicembre 2016 per le pensioni nate entro il 2011 e il 31 dicembre 2017 per le pensioni nate nel 2012. A tale proposito lo Spi di Grosseto ha dato indicazione a tutte le sue sedi nel territorio provinciale di consegnare al pensionato una lettera da inviare all’Inps con raccomandata con ricevuta di ritorno. Copia di tale lettera dovrà essere conservata dal pensionato con molta cura perché certifica l’avvenuta interruzione della prescrizione, in attesa di un nuovo pronunciamento della Corte costituzionale”.

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