Precoci: Vi abbiamo dato la nostra adolescenza, non ci prenderete la nostra vecchiaia

“Quota 41 è il limite oltre il quale il gruppo dei ‘Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’ non intende retrocedere” spiega uno dei promotori del gruppo, Roberto Occhiodoro durante l’incontro all’ex circoscrizione 3 di Piacenza con l’onorevole Monica Gregori. “Noi facciamo da tappo alla generazione dei nostri figli e la nostra battaglia si lega alla battaglia per l’occupazione giovanile, anche se i media spingono per vederci in contrapposizione”.

Gli fa eco Marco Mazzoli economista dell’Università di Genova: “La proposta Damiano è condivisibile. Renzi dovrebbe sostenerla con la stessa urgenza con cui ha detassato il possesso degli yacht e con la stessa urgenza con cui ha deciso di stanziare cifre faraoniche per il ponte sullo stretto di Messina, una condizione, pare, richiesta da Denis Verdini per assicurare la fiducia al governo.

C’è un problema di debito pubblico che può essere ridotto solo nel caso in cui il tasso di interesse sia più basso del tasso di crescita del Pil. Noi non siamo né demagogo ne ideologhi. Per questo, a differenza di chi sta al governo, non abbiamo fiducia cieca nel mercato. Il mercato va regolamentato. E ci sono motivi di ordine etico e di efficienza economica che vanno a favore del ddl Damiano: il primo è che i lavoratori precoci non sono una classe privilegiata, a differenza di coloro che potevano permettersi di pagare l’università ai tempi.

Il secondo è che non approvare la proposta Damiano peggiorerebbe il tasso di crescita, poiché le persone a basso reddito spendono quasi tutto quello che hanno e tagliandone le risorse si andrebbe a intaccare direttamente il consumo e quindi la crescita. Sarebbe più corretto invece incidere sulle classi altolocate, sul taglio degli stipendi dei dirigenti o sulla patrimoniale perché, invece, non cambierebbe la propensione al consumo di queste categorie”.

“Il nostro è un vero e proprio calvario che ormai dura da anni – afferma da canto suo Moreno Barbuti – amministratore del gruppo Lavoratori Precoci Uniti. Nel 2011 con la riforma Fornero si è passati dal limite dei 40 anni a quello dei 42 e 6 mesi. Poi, come se non bastasse, questo limite viene ulteriormente aumentato perché  adeguato all’aspettativa di vita che cresce ogni anno.

Così facendo però si vive come schiavi, solo per il lavoro. E’ per questo motivo che ho deciso di fondare il gruppo. Abbiamo una speranza, quella rappresentata dal ddl Damiano 857 che prevede la quota 41 per tutti. E dobbiamo quindi supportare i politici come l’onorevole Gregori che ci sta dando una mano in questa battaglia. Equità non significa andare in pensione tutti alla stessa età, ma tutti alle stesse condizioni”.

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Intervento conclusivo affidato all’onorevole Monica Gregoriparlamentare in commissione Lavoro del gruppo Sinistra Italiana che ammette: “Oltre agli spot del Governo, nel concreto non vediamo ancora nulla. Dall’inizio della legislatura, con Letta, spingiamo per una discussione che si è però spenta con l’arrivo di Renzi. In stabilità abbiamo cercato di far passare l’emendamento sulla flessibilità in uscita, ma è stato respinto. La discussione è ancora aperta, ma serve il più ampio supporto possibile. Non vi dovete fermare in questa battaglia perché se vi fermate, la nostra azione parlamentare è nulla. Dalla nostra c’è la condivisione della protesta da parte dei componenti della Commissione Lavoro”.

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