Elsa Fornero dice finalmente la verità, la sua riforma doveva essere temporanea

“La Politica ha sbagliato nel dare addosso a questa legge senza modificarla perchè si sapeva che doveva essere corretta, perche era un provcedimento temporaneo. La riforma avrebbe potuto essere cambiata. Per qualcuno è stato molto più comodo dare addosso a un bersaglio facile. Una chiara accusa alla politica, che “è stata ferma in 4 anni perchè ha demonizzato una riforma in quel momento necessaria senza fare nulla. Avrebbero anche potuto contestualmete fare interventi sui vitalizi”. Così l’ex Ministro del lavoro Elsa Fornero alla trasmissione televisivaMi Manda Rai 3 condotta da Elsa Di Gati.

I politici che hanno votato sapevano delle conseguenze?

“L’abbiamo fatto entro i limiti di conoscenza e di tempo che avevamo. Una riforma condizionata dai limiti di tempo determinati dalla famosa lettera della BCE al governo che ci imponeva di operare sulle pensioni per uscire dal rischio di fallimento. Nessuno voleva infierire su alcune persone. C’era l’obiettivo di aiutare il paese di uscire da una crisi finanziaria che se si fosse verificata sarebbe stata devastante. Avevamo considerato un numero inferiore di esodati, ma poi è venuto fuori un numero piu alto per la presenza di molte piccole imprese dove l’uscita dal mercato del lavoro non veniva comunicata allo stato e per questo non avevamo tutti di dati. C’erano poi molti prosecutori volontari, gente che era uscita molti anni prima. Alcuni silenti. Per cui c’era un numero sbagliato”.

“Ci fu un uso spregiudicato e strumentale della vicenda. Numeri che furono buttati nel dibattito senza alcuna cautela. Spesso ci sono persone in situazioni difficili dove però il problema non è la pensione ma è il lavoro. L’italia è impreparata alla situazione di perdita di lavoro di persone con oltre 50 anni. Ci troviamo di fronte ad una politica che non ha voluto assumersi la responsabilità di fare una riforma necessaria”.

Flessibilità in uscita

“Noi abbiamo provato a superare la crisi il problema indebitandoci. Le storie personali è vero sono molto toccanti, ma non dobbiamo dimenticare che noi avevamo uno dei più alti debito pubblico e debito previdenziale. A fronte di pensioni date negli anni a persone troppo giovani, ed a fronte dei condizionamenti dati dalla Commissione Europea che ci invita a conservare il sistema pensionistico così com’è, oggi si può introdurre un po di flessibilità e per precoci, questa flessibilità costa e bisogna chiedere chi la deve pagare”.

Lavoratori Precoci

“Uno dei miei sforzi è stato quello di coinvolgere la classe politica. Fui richiamata per un mio tentativo, una riunione con i presidenti di Camera e Senato, di fare un intervento sulle pensioni dei politici. Circa un 25% si poteva portare via dalle pensioni alte, ma poi intervenne la Corte Costituzionale che bloccò tutto. Lo ritengo ingiusto nei confronti dei giovani. Perchè un sistema pensionistico è contratto tra generazione. Non possiamo guardare solo agli anziani di oggi ma bisogna guardare ai giovani e quindi alle pensioni future”.

Opzione Donna

“Sono sempre stata favorevole alla flessibilità accompagnata dalla responsabilità. Andare in pensione con una uscita flessibile con la consapevolezza di poter vivere di quella pensione decurtata. Noi siamo stati condizionati dal Tesoro a suo tempo, che ci metteva di fronte al dato ed alla preoccupazione che una eventuale spazio di flessibilità non bastasse. Sull’opzione donna e l’opzione contributiva, questa è una delle ipotesi che io personalmente studierei, ossia permettere di uscire prima con il contributivo pieno”.

Quota 96

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“Non è stato corretto è vero, ma quando la legge è passata non è stato possibile intervenire, in quanto sarebbe stato necessario trovare altre risorse”.

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