Assurdo uscire a 70 anni

Lettera

Egregio Direttore, desidero fare una piccola considerazione in merito all’ennesimo allontanamento dell’età pensionabile, che va oltre tutti i calcoli e i tagli possibili. Ho già scritto a diversi quotidiani e spero possiate dare comunque spazio alla mia voce. Sinceramente non vedo come quei pochi fortunati che si troveranno ancora ad avere un lavoro possano rendere ad un età di 66-70 anni, qualunque cosa facciano.

Provo improbabile lavorare su tre turni come metalmeccanico, reputo un incubo il rapporto tra insegnati e alunni con 60 anni di differenza, pensi alla preoccupazione di affidarsi a chirurghi ormai con la mano malferma. Piccoli esempi. Ma su tutto, la certezza che gli anziani non potranno mai lasciare il posto ai più giovani. L’idea base è arrivare un giorno ad erogare pensioni ridotte all’osso, e per un tempo ovviamente breve. L’uovo di Colombo. Chi ne trarrà indubbiamente beneficio saranno le industrie farmaceutiche: per lavorare a quell’età, forze, a qualcosa dovremo ricorrere. La vita si allunga, forse, ma tutte le patologie dell’età avanzata si faranno sentire maggiormente: vivere più a lungo non vuol per forza dire vivere bene, e quindi poter lavorare.

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Di Luciano Simonetti