Damiano: Da lotta alla povertà rischi per il sistema previdenza

“La delega del Governo relativa al contrasto alla povertà è un testo importante ed innovativo. Aspettiamo, come sempre, di vedere la stesura definitiva”. Così Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.

“In una intervista – continua Damiano – il ministro Poletti ha dichiarato che l’obiettivo del Governo è quello garantire 320 euro per 12 mensilità a circa 1 milione di persone a rischio povertà. Abbiamo calcolato che si tratta di una risorsa pari a 3 miliardi e 840 milioni di euro all’anno, mentre l’attuale dotazione del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale è di un solo miliardo di euro annui dal 2017″.

“Sarà quindi importante un approfondimento nelle Commissioni parlamentari di merito per verificare come reperire le risorse mancanti. Non vorremmo che ci fosse una partita di giro che penalizzi ulteriormente il sistema previdenziale. Preoccupano, in particolare, le indicazioni di una revisione dei parametri reddituali per la concessione delle pensioni di reversibilità e delle maggiorazioni sociali”.

L’ex ministro del Lavoro plaude invece al disegno di legge per il lavoro autonomo. “Ci siamo battuti già dalla scorsa legislatura – spiega Damiano – per bloccare al 27% l’innalzamento dell’aliquota previdenziale delle Partite IVA ed abbiamo presentato una proposta di legge sullo Statuto del lavoro autonomo che contiene alcune delle soluzioni oggi indicate dal Governo: ad esempio la totale deducibilità, fino a 10.000 euro annui, delle spese per aggiornamento e formazione”.

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“Importante – sottolinea Damiano – è la possibilità di poter partecipare ai bandi pubblici italiani ed a quelli dei fondi strutturali della UE anche per le Partite IVA, la modulazione dell’utilizzo dei congedi di maternità e le nuove tutele in caso di malattia grave. A tutto questo si aggiunge il nuovo blocco al 27% dell’aliquota previdenziale, già contenuto nella Stabilità, che noi vorremmo che diventasse strutturale per poi essere portato lentamente al 24% come accade per gli altri lavoratori autonomi”.

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