Opzione Donna: L’intervento di Dianella Maroni su Radio24

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo con una lotta che è durata 18 mesi, da luglio del 2014. Una lotta che ci ha impegnato su tanti fronti, però che abbiamo fatto non contro ma con. Siamo riusciti a coinvolgere la Commissione lavoro e i politici in maniera trasversale” ha spiegato la cofondatrice del Comitato, Dianella Maroni, intervenuta in collegamento durante la puntata di Cuore e denari di ieri su Radio24.

“Abbiamo contattato e cercato di inseguire nei vari eventi il Ministro Poletti, Boeri e tutti coloro che potevano contare in questo ambito, perché volevamo spiegare che c’era un errore da risolvere e che c’era non solo il problema delle donne che volevano andare in pensione prima, ma anche di quelle licenziate che erano rimaste a casa. Queste donne oggi possono prendere una pensione, anche se più piccola. Però ce l’hanno, non devono prendere un sussidio”.

“Vorrei sottolineare la questione delle donne dell’ultimo trimestre, le donne che nel periodo ottobre, novembre, dicembre 2015 hanno compiuto 57 anni (58 se autonome), perché l’Inps ha sempre sostenuto che la regola dell’aspettativa di vita sia applicata all’opzione donna anche se era una legge sperimentale”.

“Si è riusciti con un’abile mossa del Presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano ad introdurre un contatore. La Commissione vuole verificare e controllare, perché se i soldi stanziati sono eccessivi, l’obiettivo è di, eventualmente (come mi auguro), avere le risorse per chiudere, risolvere anche questo problema”.

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“Noi non abbiamo un calcolo perché l’Inps non ha ancora fornito i dati al Ministero. Abbiamo già preso contatti con l’Inps, quindi aspettiamo la circolare per questo e poi saremo attente a vigilare insieme alla Commissione lavoro su questo contatore a settembre”.

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