Precoci, le richieste per il 2016

Il fondatore del gruppo “Lavoratori precoci a tutela dei propri diritti”, Moreno Barbuti ha dichiarato:

“In tanti stiamo aspettando un emendamento alla riforma Fornero….è sicuramente una questione di bene comune anche per i lavoratori “precoci” che dopo che avranno lavorato e versato contributi alle casse previdenziali per 40 anni, (sempre se riusciranno a farlo…), si sentiranno dire con una pacca sulla spalla che sono pochi!!! Oltretutto, dopo aver innalzato il limite a 42 e 6 mesi, li hanno collegati al perverso meccanismo dell’aspettativa di vita per cui più sei giovane e più rimani fregato perché ne dovrai lavorare ancora di più 43-44-45 e così via a salire. Chissà quale differenza di aspettativa di vita ci potrà essere tra lavoratori nati a due o tre anni di differenza gli uni dagli altri… È semplicemente una farsa e nessuno ne parla… La differenza di aspettativa di vita potrà essere FORSE significativa, solo tra una generazione e l’altra per cui bisognerebbe aspettare almeno 20 anni prima di innalzarla…

Senza parlare delle notizie di questi giorni apparse sui media, dove si denuncia un incremento di decessi fuori della norma. Si dice solamente che i precoci sono giovani, ma nessuno però dice che sono quelli che lavoreranno più a lungo versando i relativi contributi alle casse previdenziali appunto per 40/41 anni e se nessuno farà nulla oggi molti di più appunto a causa del perverso meccanismo dell’aspettativa di vita! Ma scusate, il fatto che diamo più anni di lavoro e conseguentemente più quattrini di tutti gli altri non conta nulla??? Non ci sembra un fattore secondario, anzi!! Ci hanno detto che questa riforma era per aiutare i più giovani, ma dove.. Qui fino ad ora emerge soltanto che più sei giovane e più anni dovrai lavorare per poi percepire magari una pensione più bassa…Un assurda discriminazione ed una grave ingiustizia ai danni di chi ha iniziato a lavorare quando portava ancora i calzoni corti perdendo l’età scolare e l’adolescenza in fabbrica o comunque lavorando sodo, mentre i nostri coetanei vivevano in modo più consono alla loro età…40 anni sono tanti, una vita, solo a pronunciarlo fa un certo effetto, figuriamoci lavorarli tutti!!

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Vogliamo sperare che, nelle sedi opportune, venga concessa la possibilità a chi ha lavorato un tale numero di anni e soprattutto versato i relativi contributi previdenziali, di potersi ritirare per godere il meritato riposo, riuscendo così ad evitare che il nostro traguardo si trasformi in una chimera irraggiungibile…Chiediamo a tutte le forze politiche ed in particolare al PD che venga approvato il disegno di legge 857, il quale prevede un tetto massimo contributivo di 41 anni di lavoro per tutti a prescindere dall’età e senza penalizzazioni”.

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