Munerato: Renzi badi alle pensioni dei trentenni

«Il bonus da 500 euro ai diciottenni è un’offesa di fronte ai trentenni precari che avranno una pensione da fame, sempre vivano fino a 75 anni». Emanuela Munerato, vicepresidente della Commissione lavoro al Senato ed esponente del movimento “Fare!” interviene sulle ultime dichiarazioni di Tito Boeri.

«Il presidente dell’Inps continua nell’operazione trasparenza che rischia di creare un autentico terremoto nella società italiana. La “generazione 1980”, quelli che vivono di contratti precari, con le regole del contributivo, se non raggiungono un certo ammontare di prestazione prima dell’età pensionabile rischiano di non avere alcun reddito – sottolinea Munerato ricordando le parole di Boeri -. E questo per colpa della legge Fornero approvata dal governo Monti sostenuto dal Pd e da Forza Italia. Non ho mai sentito che tra le priorità di Renzi ci sia il futuro pensionistico di generazioni che rischiano la fame. Il segretario del Pd ha in mente solamente i sondaggi e pensa di strappare il voto dei 18enni a Grillo dandogli la mancia per il motorino. Un comportamento irresponsabile soprattutto se portato avanti da chi ha l’obbligo di governare il paese».

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«I lavoratori di oggi che stanno alimentando le casse dell’Inpsrischiano di trovarle vuote quando saranno loro ad aver bisogno della pensione – fa presente Munerato -. La Forneroha pensato bene di tirare una linea: chi è fuori è fuori chi è sotto è sotto. Renzi su questo è muto. Anzi, sacrifica esodati e chi fa lavori usuranti per dare mance a destra e sinistra, tra Campania, Reggio Calabria, diciottenni e Giubileo in un clima da campagna elettorale permanente. Ritengo invece che i sacrifici debbano farli tutte le generazioni senza usare i diritti acquisiti come paravento. Altrimenti il rischio vero è che la tensione sociale raggiunga livelli incontrollabili».

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