Ocse d’accordo con Boeri, “trentenni di oggi, domani a rischio povertà. Reddito minimo? Proposta giusta”

Le previsioni Inps e Ocse sulle pensioni del domani non sono rosee. Si lavorerà di più, si andrà in pensioni a 75 anni, ma con un 25% in meno nell’assegno previdenziale rispetto al pensionato nato nel 1945.

“Io da 35enne sarei molto preoccupato guardando i dati” dice Stefano Scarpetta, direttore del dipartimento sul lavoro e affari sociali dell’Ocse. “Ci siamo occupati della sostenibilità finanziaria della spesa pensionistica adesso dobbiamo guardare alla sostenibilità sociale, il sistema contributivo con bassi livelli di crescita economica, lavori a intermittenza, scarsa stabilità porterà a pensioni equivalenti all’assegno sociale di oggi, servono politiche attive del lavoro, maggiore stabilizzazione lavorativa e assistenza al reddito” afferma l’analista dell’Ocse. “Parlare di reddito minimo è importante, esiste in altri paesi europei, c’è da capire se il sistema Italia può permetterselo finanziariamente e come evitare gli abusi dello strumento, ma è certamente una discussione giusta” chiosa.

Reddito minimo per gli over 55 targato Boeri

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“Con le regole del contributivo – spiega Boeri – le persone che non raggiungono un certo ammontare di prestazione prima dell’età pensionabile rischiano di non avere alcun reddito. Si apre perciò il tema di una assistenza di base che protegga queste persone contro il rischio povertà. E’ un problema molto serio che riguarda i giovani”. Nei 16 articoli del disegno di legge che Boeri ha proposto al governo Renzi in estate rientra anche il “reddito minimo” di 500 euro per gli over 55 a partire dal 2018, con un assegno di 400 euro nel 2016 e nel 2017. Il governo però ha risposto picche decidendo di rinviare la questione pensioni al 2016 senza intervenire nella Legge di Stabilità.

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