Maestri interroga Poletti sui ‘Contributi Silenti’

“Questi accantonamenti, pretesi per legge dai lavoratori e non restituiti in alcuna forma, hanno ripercussioni gravi, in caso di decesso del lavoratore, soprattutto sulla sua famiglia. Attualmente, se un lavoratore non raggiunge il minimo di contributi versati, previsto per il conseguimento della pensione, e non ha lavorato negli ultimi 5 anni almeno 1 anno, non sono utilizzabili dal coniuge superstite, vanno dunque perduti“.

Così l’interrogazione a risposta scritta del deputato del Gruppo Misto, Andrea Maestri, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

“Il legislatore intervenga – propone il deputato Maestri – per sanare le ingiustizie sociali nei confronti dei lavoratori monoreddito che lasciano mogli e/o figli minori senza nessun reddito, né la possibilità di riscatto di quello che il congiunto ha versato nel corso degli anni, o che in alternativa: quei contributi possano essere aggiunti ai contributi del superstite consentendo di raggiungere una pensione leggermente superiore“.

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E conclude: “se il Governo preveda di assumere iniziative per affrontare e risolvere definitivamente la discutibile acquisizione da parte dell’Inps, dei «contributi silenti» di milioni di lavoratori e, in particolare, come intenda salvaguardare i loro familiari in caso di morte prematura“.