Sindacati: ‘Basta accanimento sulle donne, cambiare legge Fornero’

“Non è l’opzione donna la soluzione al problema delle donne”, perché anticipare l’età pensionabile con questo meccanismo “è un sacrificio talmente enorme che poche persone possono permetterselo”. Così il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica che parlando delle novità introdotto nella Legge di stabilità 2016, ha spiegato che l’opzione donna “è un meccanismo che c’era già, la legge lo affronta e speriamo che lo completi, perché cosi’ com’è esclude una parte delle donne, quelle che raggiungono i requisiti nell’ultimo trimestre dell’anno. La norma relativa all’incremento dell’ età va cancellata. Non è una correzione che costa ed eviterebbe queste disparità”.

“La settima salvaguardia degli esodati – inoltre – se non verrà corretta sarà soltanto un’ulteriore penalizzazione per le lavoratrici”. In particolare, “viene ancora fuori l’accanimento contro le donne, laddove si prevede che dalla salvaguardia dei lavoratori con contratto a tempo determinato siano esplicitamente esclusi i lavoratori agricoli e i lavoratori con qualifica di stagionali”. In base ai dati Inps, infatti, su 900 mila addetti all’ agricoltura 781 mila sono donne, moltissime sono le donne anche tra gli stagionali. “Tale esclusione non ha alcuna ragione di essere”, per il segretario.

Dello stesso avviso Uil e Cisl: “Le lavoratrici sono più penalizzate dei lavoratori per quel che riguarda il sistema previdenziale. Ciò per il fatto – ha detto il segretario confederale della Uil, Nazzareno Mollicone – che le donne, oltre alla normale attività professionale, sono spesso occupate nella cura della famiglia, assistendo i figli minori e le persone con disabilità presenti in casa. Tutto questo senza retribuzione né contribuzione utile ai fini pensionistici. E’ necessario un intervento che riduca l’età pensionabile delle donne in ragione dei figli avuti e delle persone con disabilità assistite”. Ma non basta. “E’ fondamentale anche approfondire il tema del tipo di lavoro svolto, soprattutto per quanto attiene quelli usuranti”.

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“La Legge Monti/Fornero sulle pensioni – ha detto da canto suo Domenico Proietti, dirigente confederale del sindacato – ha ulteriormente peggiorato le condizioni previdenziali delle donne. Per la Uil bisogna procedere a una concreta reintroduzione della flessibilità d’accesso alla pensione”.

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