Damiano: Non tocca all’Inps proporre le leggi. Faccia il suo mestiere

“Il Parlamento ha il compito di fare le leggi e il governo il dovere di proporle. L’Inps è un ente strumentale del ministero del Lavoro. Punto”.

Così Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente della Commissione Lavoro della Camera, intervistato da ‘Repubblica’.

“A mio avviso l’Inps dovrebbe fornire dati e strumenti al Parlamento e al governo per fare le leggi, non proporle”, aggiunge Damiano e spiega: “Faccio un esempio. La ormai famosa proposta di un gruppo di parlamentari del Pd, tra i quali il sottoscritto, che permette a chi ha 62 anni di età e 35 di contributi di andare in pensione con una penalizzazione sull’assegno dell’8%, costerebbe secondo l’Inps 8 miliardi. Una stima che mi lascia sconcertato e penso che sia sbagliata. Si ritiene che l’intera platea dei potenziali beneficiari utilizzi quella norma una volta varata. In realtà non è così, come conferma il recente sondaggio della Confesercenti secondo cui solo la metà di costoro andrebbe prima in pensione”.

“Sono d’accordo sul fatto che superata una certa soglia (90 mila euro), tra pensione e vitalizio nazionale o regionale, scatti una forte tassazione per redistribuire i proventi verso le pensioni più basse”.

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“Va bene colpire i privilegi ma io temo che una discussione di questo tipo possa rischiare di finire con il considerare un furto tutte le pensioni calcolate con il metodo retributivo finanche quelle da 1.300 euro lordi degli operai o degli impiegati che hanno lavorato tutta una vita. Si commetterebbe un grave errore e si imboccherebbe una strada pericolosa. E poi anzichè occuparci dei pensionati da 1.300 euro al mese che vanno a vivere all’estero per pagare meno tasse, mi occuperei delle grandi imprese che portano all’estero la loro sede fiscale”.

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