Poletti: Tema pensioni resta all’ordine del giorno del Governo

Stiamo lavorando al dossier, naturalmente, perche’ e’ un tema molto delicato e complesso ma e’ all’ordine del giorno”.

Così il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, in merito alle misure di flessibilita’ in uscita allo studio del Governo alla trasmissione Dimartedì andata in onda su La7.

Coperture

“Le regole della contabilità pubblica – ha spiegato il Ministro – non consentono di attualizzare i futuri risparmi che assegni più bassi genererebbero sul bilancio pubblico negli anni a venire”.

Flessibilità sperimentale per i lavoratori con più di 63 anni

“A costoro garantiamo la possibilità di lavorare metà giornata ottenendo nello stipendio la contribuzione netta che il datore di lavoro avrebbe dovuto erogare all’Inps. Senza effetti negativi sugli assegni dato che lo stato coprirà integralmente il differenziale contributivo con contributi figurativi”.

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Questo effetto si traduce in buste paga nell’ordine del 65-67% della retribuzione che si otteneva con il tempo pieno. E’ una prima misura che viene incontro alle promesse fatte dal Premier, Matteo Renzi, la scorsa primavera. Resta comunque un problema di invecchiamento dell’occupazione perche’ abbiamo costruito uno scalone nelle pensioni troppo rigido e abbiamo un tema di occupazione giovanile. Questa vicenda, quindi, bisogna incrociarla. Non c’e’ solo un tema pensioni – ha concluso Poletti – ma anche un tema di lavoro ed invecchiamento attivo: bisogna pensare a soluzioni che guardano a tutto questo”.

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