41 anni di contributi (180.000 €) e una pensione di circa 400 €

Lettera

 

Buongiorno,

mio padre, nel lontano 2010, come la maggior parte degli aspiranti pensionati in Italia, si è rivolto a un patronato, l’INCA CGIL, per una consulenza. Oltre a comunicargli l’accesso alla pensione di anzianità da novembre 2010, gli è stata fatta una simulazione dell’importo, di circa 1500/1600 euro lordi.

La sede Inps di Bergamo ha liquidato invece una pensione di un importo nettamente inferiore, circa 430 euro.

La domanda di ricostituzione della stessa, presentata sempre dall’INCA, è stata respinta, in quanto errata nel merito della motivazione. A questo punto, sfiduciato, ho chiesto personalmente conto di questa macroscopica discrepanza, in un colloquio con la responsabile del provvedimento, alla presenza di un legale di fiducia.

Colloquio assolutamente insoddisfacente perchè i chiarimenti ricevuti sono stati evasivi, reticenti e, in sintesi, hanno solo riguardato l’apodittica infallibilità della procedura di liquidazione, ignorando il merito della contestazione.

Assolutamente insoddisfatti della consulenza “subita” ,abbiamo ovviamente chiesto ulteriori consulenze e pareri, che oggi sostanziano la mia ferma convinzione che mio padre abbia subito un’enorme ingiustizia.

Incredibilmente abbiamo scoperto che l’Inps si avvale di due procedure (o programmi) per le pensioni, per consulenza e liquidazione, entrambe ufficialmente riconosciute dall’Istituto.

La procedura ufficiale per la liquidazione si chiama UNICARPE. E’ una procedura relativamente recente che ha rimpiazzato quella precedente (PROCEDURA PENSIONI) utilizzata per decenni. Questa procedura viene utilizzata esclusivamente dall’Inps.

L’altra procedura o programma si chiama CARPE PC, viene regolarmente aggiornato ed è utilizzato dall’INPS per consulenze rapide e simulazioni, ed è l’unico programma che l’INPS fornisce a tutti i patronati per la consulenza.

Non trovate surreale che due procedure ,”le sole due” entrambe dell’INPS , destinate allo stesso utilizzo, a parità di dati in ingresso (estratto contributivo), diano un risultato finale macroscopicamente diverso?

Correggetemi se sbaglio, ma penso che dal punto di vista logico, sia inconfutabile l’affermazione: una o entrambe le procedure sono sbagliate. Come è surreale, data l’inconfutabilità della precedente affermazione, che nonostante la contestazione rivolta direttamente all’ufficio competente, nessuno si sia attivato per rimuovere tempestivamente l’anomalia (e sono passati cinque anni).

L’unico riferimento normativo/procedurale da noi reperito, inficia la presunta infallibilità della procedura UNICARPE, e trovo inaccettabile che mio padre, con 43 anni di contributi, debba subire questa situazione kafkiana, senza nemmeno il diritto che gli venga spiegato in modo chiaro, esaustivo e con i dovuti e pertinenti riferimenti normativi, perché debba supinamente subire, di vivere al di sotto della soglia di povertà. Parafrasando una discutibile e, nel mio caso, beffarda pubblicità, “la faccia che l’INPS ci mette” non mi è piaciuta.

Ed è legittimo ipotizzare che mio padre non sia l’unico danneggiato. Di fatto il sistema è questo: io che devo andare in pensione vado da un CAf e mi faccio fare il preventivo, il CAF utilizza CARPE-PC e mi dice che devo prendere 1500 euro, sulla base di questa informazione decido di andare in pensione, mi licenzio e mi congedo dal mondo del lavoro, e poi quando mi arriva la pensione scopro che l’INPS mi riconosce solo 430 euro?

E non posso più fare nulla per cambiare le cose se non fare causa all’INPS! Vi rendete conto che se il problema riguardasse milioni di pensionati, per qualche decina di euro e non per 1300 euro come mio padre, l’INPS potrebbe avere centinaia di milioni di euro di arretrati da ridistribuire ai pensionati?”.

Massimo Mussetti

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