Inca: Serve introdurre tasso di solidarietà

“Nel sistema pensionistico italiano è necessario introdurre un ‘tasso di solidarietà’, in modo che certe situazioni limite possano avere delle risposte”.

Così a Labitalia, Morena Piccinini, presidente dell’Inca, il patronato della Cgil, a margine del seminario ‘Pensioni: la povertà del sistema contributivo’ in cui è stato presentato il dossier ‘Casi emblematici per descrivere il futuro pensionistico di migliaia di persone’.

“Nel dossier che abbiamo presentato – spiega – abbiamo messo in evidenza delle situazioni, nelle quali applicando rigidamente il criterio del calcolo contributivo si creano fenomeni di vera e propria povertà e di disperazione.

Secondo noi – avverte Morena Piccinini – una persona non può pagare per tutta la vita il fatto di avere un problema di salute o di avere un genitore che decede in età giovane con pochi contributi”.

“Nel vecchio sistema – ricorda – c’era il paracadute che era dato dall’integrazione al minimo, oggi questo non c’è più. Bisogna intervenire solidalmente in quelle situazioni, oltre naturalmente a risolvere definitivamente i problemi degli esodati, dell’opzione donna e della flessibilità che oggi è di attualità per quanto riguarda le uscite in un sistema che è diventato rigidissimo dopo i provvedimenti della Monti-Fornero”.

“Nei prossimi cinque-sei anni – ammette la presidente dell’Inca – assisteremo alla graduale uscita dal mondo del lavoro di coloro che andranno in pensione con il sistema prevalentemente retributivo, avendo già maturato 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995. Successivamente – sottolinea – la popolazione attiva che si avvicina al pensionamento sarà composta da coloro che avranno diritto al calcolo con il sistema misto (non avendo maturato i 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995)”.

“Diventeranno sempre più numerose – assicura – le fasce di persone per le quali si applicherà il solo calcolo contributivo per la liquidazione delle loro pensioni. Riteniamo che, anche per ragionare in prospettiva, sia utile l’attenzione proprio su questa ultima fascia”.

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“Oggi è ancora possibile – continua Morena Piccinini – introdurre una serie di correttivi che, a nostro avviso, con una spesa limitata e spalmata negli anni, andrebbero ad alleviare tante situazioni di disagio e di povertà che rischiano di diventare situazioni di esclusione sociale”.

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