La lettera-denuncia dei Quindicenni al gruppo di minoranza Pd

Lettera

Il Gruppo Deroghe Legge Amato 1992,meglio conosciute come “quindicenni”  intendono esprimere tutto il loro sdegno e delusione verso tutti voi Parlamentari che da quattro anni ad oggi ostentate indifferenza e mancanza di sensibilità nei riguardi della nostra categoria senza comprendere la sofferenza che queste persone stanno subendo.

Il vostro incessante e sistematico ostruzionismo verso la nostra categoria è inqualificabile e vergognoso soprattutto perché operato da chi dichiara con orgoglio che vuole salvare TUTTI, mentite sapendo di mentire perché  per voi  quel  Tutti vuol dire solo una piccola minoranza a voi particolarmente sensibile, preferite da quattro anni a questa parte essere ciechi e sordi alle nostre richieste e al nostro dolore, ci rifiutate, come dei  pacchi postali respinti al mittente, ogni qualvolta legiferate le salvaguardie, bocciate gli emendamenti  che potrebbero risolvere la nostra sofferenza ,a priori solo perché non volete trovare soluzioni per noi.

Parlate di numeri, di cifre senza considerare che dietro a quei numeri e a quelle cifre ci sono persone che sono allo stremo e non ce la fanno più, persone che sistematicamente voi umiliate con il vostro rifiuto e le vostre scuse che sanno di arrampicate sugli specchi.

Le Quindicenni non possono accettare oltre il vostro rifiuto ad un diritto negato, le quindicenni non accettano che siano state espuntate dalla ex pdl 224 solo con l’intento di estrometterle da tutte le salvaguardie, le quindicenni non accettano che continuamente  si dica loro che il loro costo sia troppo alto, sapendo invece benissimo che la cifra data da Inps e RGS   è FALSA  perché tiene conto di tutte le pensioni di vecchiaia, quindi anche chi è già andato in pensione, chi è stato salvaguardato  con accordi e contributi volontari e di chi ancora lavora che non sono Deroghe Amato.

Le Quattro Deroghe Amato furono fatte per tutelare e salvaguardare chi all’entrata della riforma pensionistica dopo il 1992 aveva allungato di 5 anni il requisito contributivo portando dai 15 a 20 anni il diritto alla pensione di vecchiaia consentendo alle persone che erano uscite dal mondo del lavoro a qualsiasi titolo (dimissioni, licenziamento, senza o con accordi ) senza poi  essere rientrate nel mondo del lavoro dopo il 31/12/1992 o solo per determinati periodi  consentiti da quelle deroghe.

NON  accettiamo che si pensi di far passare per Quindicenni anche chi ancora un lavoro ce l’ha e che si voglia rifiutare a noi “quindicenni pure “ da solo contributi da lavoro, con dimissioni o licenziamento, con o senza accordi, la possibilità di percepire la nostra pensione perché si salverebbe solo una piccola parte e non tutti.

Ricordiamo a tutti voi che chi lavora ha uno stipendio  ed era pienamente cosciente che continuando a lavorare dopo quella data sarebbe dovuto andare con le nuove regole e non come voi e in particolare l’On.Gnecchi  si ostina a non capire.

Riportiamo la motivazione dell´On. Gnecchi del diniego all´accettazione della mozione in favore delle Quindicenni che recita: Marialuisa Gnecchi (Pd) ha ribadito in proposito la contrarietà del Pd alle proposte per via del fatto che queste introducono “ulteriori limitazioni all’accesso al pensionamento per una categoria in favore della quale sarebbe preferibile intervenire con provvedimenti più generali, senza introdurre ulteriori sperequazioni tra platee diverse di lavoratrici”.

È evidente che c´è un suo interesse ad inserirci in una sua proposta di legge che di fatto ci escluderebbe dalle salvaguardie perché ferma in parlamento dal 2013 e andrebbe a regime prima la legge Fornero. Ora o mai più

Si possono tranquillamente inserire anche quelle che Hanno rilavorato per brevi periodi dopo il 92 senza raggiungere i 20 anni richiesti, sicuramente non sono un numero esorbitante come volete farci credere

Le Quindicenni  sono stanche, sfinite, umiliate, stressate e tante anche ammalate  e che il vostro perenne rifiuto ci sta uccidendo poco alla volta e si potrebbe paragonare allo “stalking”  e sono stanche di vedere che non si vuole trovare soluzione al loro problema perché non si capisce il loro problema  o si fa finta di non capire e perché prima vengono sempre gli altri da salvare, senza tenere conto che noi siamo state esodate per prime avendo subito ben 5 anni prima la riforma pensionistica che sommata ai 7 e più anni della Fornero diventano 13 anni di attesa e non 6 come tutte le altre categorie che state salvaguardando.

Come potete essere così  insensibili e crudeli verso questa categoria, formata dalla maggior parte di donne che hanno sopperito in tutti questi anni ad un Welfare allora inesistente e che lo Stato aveva loro garantito la possibilità di una loro pensione? Come potete voltare le spalle e chiudere gli occhi alla loro sofferenza essendo coscienti del  loro problema?

Noi Quindicenni siamo disgustate  da tutti voi e dal vostro operato che sarebbe, in un Paese normale, quello di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini e non quello di far finta di nulla.

Noi Quindicenni  URLIAMO  a tutti voi il nostro grido di dolore e vi imploriamo di aprire quegli occhi che sino ad ora sono rimasti chiusi, CHIEDIAMO a gran voce di volerci inserire nella settima salvaguardia e di trovare una soluzione prima della legge di stabilità o nella legge di stabilità affinché possiamo godere di quella serenità che Voi tutti col vostro silenzio ci avete tolto in questi lunghissimi 4 anni e che se non interverrete subito ci condannerete ad una agonia lenta prima della nostra pensione e che peserà sulla vostra coscienza, se ancora ne avete una.

Le ¨Quindicenni¨ denunciano ed attaccano la minoranza de Pd per non averle mai sostenute, se non solo per rimediare al tentativo della Fornero di scippare loro i 15 anni versati ante 92 come sancito dalle deroghe legge Amato del 1992.

Il pd per mezzo dei suoi esperti pensioni Damiano e Gnecchi, si sono lavati la coscienza verso questa categoria facendo ripristinare in via amministrativa il diritto alla pensione, ma non cristallizzando l´età anagrafica di queste (in maggioranza) donne fuoriuscite dal lavoro prima del 92 e salvaguardate dalla legge Amato.

La drastica conseguenza, già denunciata fino allo spasimo agli esperti pensioni Pd, è che queste donne, che pure hanno svolto un ruolo sociale rilevante, facendo risparmiare allo Stato in welfare, se non salvaguardate con le norme pre Fornero, debbono attendere fino a 13 anni per la pensione, da quando ne avevano diritto per legge; e questo è inconcepibile in quanto si salvaguardano categorie con 61/63 anni e addirittura persone, che seppur meritevoli, che ancora lavorano e hanno un reddito.

Ribadiamo e invitiamo con forza la minoranza del pd e gli esperti pensioni affinché trovino la forza ed il coraggio per risolvere questa discriminazione, che vede salvaguardata una parte di questa categoria e la rimanente, stimata in poche migliaia di persone, abbandonate all´indigenza.

È inspiegabile ai nostri occhi tanta attenzione verso gli immigrati e pochissima verso Italiani che hanno concorso al benessere del nostro Paese e pagato le tasse.

Chiediamo alla minoranza del Pd di ricordarsi dei diritti dei più deboli (che loro dovrebbero rappresentare), senza bisogno di sottostare a giochi di forza o di partito e imporre alla propria maggioranza la salvaguardia di questa categoria in forte sofferenza perché da 6 anni prima della riforma Fornero, senza reddito e senza pensione.

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