Cida: Flessibilità non più rinviabile

“Il problema degli esodati va affrontato e risolto una volta per tutte con un provvedimento strutturale che salvaguardi le legittime aspettative dei tanti lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione dopo la Riforma Fornero”.

Così Giorgio Ambrogioni, presidente Cida (la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato).

“L’esigenza di verificare l’entità delle risorse disponibili – continua Ambrogioni – per calibrare nuovi interventi legislativi, manifestata dai due ministri, non può essere un alibi per evitare di affrontare il tema già nella prossima legge di stabilità. Non c’è più tempo per ulteriori dilazioni, ma bisogna dare risposte concrete e veloci a chi da troppo tempo soffre una situazione di profondo disagio a causa di una riforma varata in una situazione di emergenza ma certamente sbagliata”.

“Un intervento in termini strutturali – precisa Ambrogioni – attraverso l’introduzione di criteri di flessibilità per l’accesso al pensionamento sarebbe la soluzione più equa al problema più generale dei lavoratori che perdono il posto di lavoro in età matura e non più facilmente ricollocabili”.

“L’ipotesi di anticipare l’accesso al pensionamento di almeno 3-4 anni ci sembra una proposta sostenibile socialmente ma non può essere a costo zero. Riteniamo fantasiose le ipotesi di ricalcolo col sistema contributivo mentre, tenendo conto dell’impatto che la riforma previdenziale ha avuto in termini di credibilità del Paese, potrebbe essere accettabile – aggiunge il presidente della Cida – che i trattamenti pensionistici vadano ridefiniti con l’applicazione di percentuali di riduzione per ogni anno di anticipo ma non superiori al 4%”.

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“Sarebbe anche opportuno – conclude Ambrogioni – affrontare il tema del ricambio generazionale favorendo forme di part time evitando gli effetti negativi sulla pensione, oppure con un intervento di sostegno da parte dello Stato che si farebbe carico almeno dei contributi, o di una quota parte di essi, nei casi di incentivazione all’esodo per i lavoratori anziani. In questo modo anche le imprese più piccole potrebbero utilizzare gli strumenti di accompagnamento introdotti dalla Riforma Fornero, di cui oggi fanno uso esclusivamente le aziende più grandi che possono sostenerne gli elevati costi”.

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