Damiano: Importante non fornire conti gonfiati o pretendere penalizzazioni troppo pesanti

“Sul tema delle pensioni vanno evitati errori e improvvisazioni. Prima della legge di Stabilita’ noi continuiamo a chiedere che vengano risolti prima i problemi della cosiddetta Opzione donna e della settima salvaguardia”.

Così Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.

“Nella legge di Stabilita’ – continua Damiano – va, invece, affrontato il tema della flessibilita’. La flessibilita’ delle pensioni, nel medio-lungo periodo, produce infatti non solo non produce costi, ma puo’ addirittura generare risparmi”.

“Un assegno decurtato, al massimo dell’8%, a seguito – spiega Damiano – di un anticipo della pensione a 62 anni, avra’ un costo per i primi 4 anni, cioe’ fino al raggiungimento dell’attuale eta’ prevista per la pensione. Da quel momento in poi e per 16 anni (calcolando l’attesa di vita media a 82 anni), produrra’ dei risparmi. Non e’ quindi necessario restringere la platea dei beneficiari perche’ l’operazione, oltre che socialmente, e’ contabilmente compatibile”.

“L’importante e’ non fornire conti gonfiati per quanto riguarda i costi dell’operazione, come e’ stato fatto, o pretendere penalizzazioni troppo pesanti che non eserciterebbero nessuna attrazione nei confronti dei lavoratori. Bisogna invece prestare attenzione anche ai risparmi che si sono conseguiti e che si conseguiranno con la riforma Monti. Noi abbiamo in mente due cifre: 80 miliardi miliardi di euro risparmiati dal 2012 al 2022 e la previsione di un risparmio, nel quarantennio 2020 e 2060, superiore ai 300 miliardi di euro”.

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“Siamo pronti a confrontarci con il Premier Renzi, che ha avuto il merito di riproporre la flessibilita’ nella legge di Stabilita’. Giovedi’, all’audizione alla Camera delle Commissioni Lavoro e Bilancio con i ministri Poletti e Padoan, ci auguriamo che il Governo ci dia anche le risposte sui temi della settima salvaguardia degli esodati e di Opzione Donna: per queste due misure le risorse sono gia’ state risparmiate e accantonate, basta restituirle ai loro legittimi destinatari”, conclude.

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