Precoci: Nuova lettera a Renzi dopo lo ‘stralcio’ della flessibilità

Lettera

“Ho letto delle dichiarazioni che nella nuova legge di stabilità non si parlerà di pensioni.

Visto la Sua risposta, anche se non penso che sia Lei che risponde direttamente, io ho seguito il dibattito e come me tutto il gruppo di Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” ma alla fine siamo rimasti con un pugno di mosche in mano. Quel “Stiamo cercando di non perdere tempo”, “Non restare bloccati”, “Sulla riforma delle pensioni stiamo al lavoro” scritte nella Sua risposta, risultano delle prese per i fondelli.

State predicando che tagliate le tasse, potrà essere vero, ma poi le tasse le fanno pagare i comuni e alla fin fine siamo sempre NOI che paghiamo, quindi la vita non ci cambia. Mentre ci cambierebbe MOLTO se dopo 41 di contributi versati, non dico di lavoro perché quelli sono di più, ce ne potremmo stare a casa per meritarci il giusto riposo che ci spetta.

Dopo che leggerà questa email, vada a casa e si metta davanti ad uno specchio e si chieda: “Faccio bene o male a far lavorare le persone per oltre 41 anni della loro vita?” E quando si recherà a Palazzo Chigi, guardi tutte quelle persone che ci sono e si chieda se sono lì a fare gli interessi del popolo italiano o i propri e se si meritano lo stipendio che prendono. La ringrazio se vorrà rispondermi, ma sarei più contento che non mi rispondesse e facesse qualche cosa per noi”.

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I.P.

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