Il governo si rimangia promessa su flessibilità e scatena l’ira dei sindacati

UIL

“Sarebbe letteralmente incredibile se il Governo, come da indiscrezioni giornalistiche, rinviasse l’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione ripetutamente annunciata negli ultimi mesi dal Presidente del Consiglio e dal ministro del Lavoro”

Così il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

“Non vogliamo credere che ciò accada – continua – perché ci troveremmo di fronte al protrarsi di iniquità ed ingiustizie alle quali tutti dicono di voler porre rimedio”.

CGIL

“È indispensabile che la legge di Stabilità affronti il tema delle pensioni, introducendo quella flessibilità necessaria da un lato a dare risposte più eque a chi è in procinto di uscire dal mondo del lavoro e dall’altro in grado di consentire l’accesso allo stesso per i giovani. Le risorse, quando vi è l’intenzione, si cercano e si trovano”.

Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil.

“La flessibilità in uscita – spiega – è necessaria per dare risposte ai lavoratori e alle lavoratrici che non possono rimanere al lavoro perché svolgono mansioni improponibili alle età previste, perché precoci o perché non hanno più un’occupazione e necessaria anche perché come oramai riconosciuto da tutti, ministro Poletti compreso, se non si consentono uscite graduali e flessibili si continua a bloccare l’accesso dei giovani al lavoro”.

“La Legge Fornero – termina Lamonica – ha prodotto risparmi colossali tali da consentire interventi di attenuazione della rigidità e dell’iniquità che la caratterizzano”.

CISL

“Da ormai molto tempo autorevoli esponenti del Governo e del Parlamento hanno condiviso la necessità, più volte sottolineata dalla Cisl e dal sindacato, di ripristinare una flessibilità nell’accesso alla pensione che rimetta nella disponibilità dei lavoratori le scelte relative al pensionamento, per realizzare una gestione più efficace degli esuberi e delle crisi aziendali e per offrire ai giovani nuove opportunità di ingresso in un mercato del lavoro altrimenti bloccato”.

Così il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli.

UGL

“Siamo davanti alla classica goccia che fa tracimare il vaso, il rinvio di una questione così importante, come quella previdenziale, avrebbe il sapore di una beffa molto amara per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici”.

Così il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti.

“Così si rischia – prosegue Bitti – di svuotare il confronto che la commissione Lavoro della Camera intende avviare da mercoledì prossimo sulle diverse proposte di legge presentate in Parlamento in materia di flessibilità nell’accesso alle pensioni, le quali hanno il merito di individuare ricette sostenibili per il lavoratore e per lo stesso bilancio dello Stato, trovando puntualmente le coperture necessarie”.

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“Dopo un’estate passata dal governo a raccontarci che un intervento sulle pensioni è necessario, anche per sbloccare posti di lavoro utili non solo per i giovani, – termina – saremmo di fronte alla ennesima chiacchiera comunicativa priva di contenuto del governo Renzi”.

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