Elsa Fornero ci ripensa

“Un taglio del 3-3,5% annuo per anticipare l’uscita rispetto agli attuali requisiti di vecchiaia sarebbe accettabile e metterebbe insieme le ragioni della finanza pubblica con l’esigenza di maggiore flessibilità”!

Così l’ex ministro Fornero all’Ansa.

“Sotto il profilo della finanza pubblica – dice oggi la Fornero – l’Italia resta in situazione difficile ma si può recuperare un pò di flessibilità’. Oggi ha senso – spiega – recuperare un pò di flessibilità perché la situazione di emergenza nella quale la riforma fu introdotta è superata. L’Italia però resta in una situazione difficile e gli interventi devono essere molto ponderati”.

“Non tornerei alle quote – dice ancora l’ex ministro – né condivido il riemergere di vecchie logiche che pensano al pensionamento anticipato come strumento per aumentare l’occupazione dei giovani. Ritengo però che la riduzione dell’assegno per chi vuole andare in pensione prima vada calcolato secondo criteri non lontani dall’equità attuariale, ed essere quindi del 3-3,5% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia, e magari con criteri più generosi per i lavoratori precoci e per certe categorie di lavori particolarmente faticosi”.

“Un taglio limitato al 3-3,5% annuo avrebbe un onere per la finanza pubblica, ma sarebbe meno costoso delle altre proposte in campo. Come quella di Baretta e Damiano e quella sulla quota 100 tra età e contributi”.

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E infine termina: “Va bene qualsiasi soluzione, a patto che non costi nulla allo Stato”.

Elsa Fornero ci ripensa
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