Damiano (PD) boccia l’ipotesi del ricalcolo col contributivo puro

“Positivo il confronto avviato dal ministro Poletti con i sindacati dei pensionati dedicato al reddito, alla no tax area, alla lotta alla poverta’ e alla non autosufficienza. Cosi’ come e’ importante che venga confermato che si affrontera’ il tema della flessibilita’ del sistema previdenziale nella legge di Stabilita’”.

Così Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.

“Anche noi, come i sindacati – continua Damiano- siamo contrari a una flessibilita’ che sia collegata al totale ricalcolo dell’assegno pensionistico con il metodo contributivo. Si tratterebbe di un taglio di circa il 30%: poco appetibile e troppo punitivo per i lavoratori. La proposta del Pd, che prevede la possibilita’ di andare in pensione a partire dai 62 anni, con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione, con l’abbinamento dell’uscita a 41 anni di contributi per i lavoratori precoci rappresenta una soluzione equilibrata del problema e condivisa dalla maggioranza dei partiti”.

“Attribuire un diritto pensionistico di flessibilita’ ai lavoratori – spiega il presidente della Commissione Lavoro – vuol dire togliere da una condizione di poverta’ chi rimane per lunghi anni, a causa dell’attuale legislazione, senza stipendio e senza pensione e, con il turnover, favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”.

“Su questa proposta – aggiunge Damiano – largamente condivisa dagli altri partiti, intendiamo confrontarci con il Governo: il Presidente dell’Inps, Boeri, ha invece bocciato la proposta di flessibilita’ del Pd perche’ troppo costosa.

Noi bocciamo i conti di Boeri: vorremmo che si calcolasse la platea reale che potrebbe accedere al nuovo diritto e non quella potenziale; che si considerasse che con la flessibilita’ si risolverebbe il problema degli esodati non ancora tutelati, realizzando dei risparmi. Infine, occorre considerare che gli enormi costi sostenuti in questi anni con la cassa integrazione in deroga potevano essere piu’ utilmente impiegati per realizzare la flessibilita’”.

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“Anche in questo caso realizzeremo dei risparmi, considerato il fatto che molti lavoratori che utilizzano la cassa in deroga sono dei licenziati mascherati”, termina Damiano.

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