Lamonica (Cgil): Necessario un tetto a 41 anni di contributi

“Il governo deve convocare le organizzazioni sindacali per discutere della legge Fornero e di come mettere mano alla flessibilità, è una questione urgente. Hanno detto più volte di essere disponibili ad aprire questo confronto, non si capisce perché un tavolo non si apra davvero, fuori dagli slogan e dalle semplificazioni”.

Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil.

“Riprendiamo con gli altri sindacati – sottolinea – un confronto importante in una fase difficile. Pensioni e sanità sono due urgenze, c’è un programma di lavoro comune anche su questi temi”.

Quota 41

“Bisogna mettere un tetto e consentire di andare in pensione quando si raggiunge una certa età di contributi, pensiamo che non si debba salire sopra i 41 anni mentre oggi occorre lavorare sino a 41 anni e mezzo per le donne e sino a 42 anni e mezzo per gli uomini. L’aggancio alla speranza di vita di questi requisiti farà sì che si dovrà restare sul lavoro sempre piu’ a lungo. Anche sino a 45 anni. Uno scenario inaccettabile che colpisce le pensioni da lavoro”.

“Prima della Riforma – ricorda Lamonica – questi lavoratori potevano uscire a 40 anni, è vero, ma dovevano attendere 12 mesi di finestra mobile (che poi è stata innalzata con la legge 111/2011 a 15 mesi ndr). Ora il compromesso oltre il quale non si può andare è inglobare la finestra mobile nei requisiti contributi a condizione che, come accade ora, la pensione decorra subito. Dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti”.

“Serve flessibilità, partendo almeno dai 62 anni, che però non comporti ulteriori penalizzazioni. Lo chiederanno il 18 luglio con una manifestazione unitaria gli edili. Si tratta di lavoratori che voglio vedere a 67 anni sulle impalcature dei cantieri, sotto il sole ad asfaltare le strade e così via”.

Riforma Fornero

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“E’ chiaro che quella legge va rivista nel suo insieme perché è un sistema puramente assicurativo che non ha più alcuna solidarietà e ridistribuzione: favorisce i forti e indebolisce i deboli”, termina Lamonica.

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