Fornero dice no ai tagli pensioni in Grecia e parla di gradualità

“Se io fossi ministro “tecnico” in Grecia? Non imporrei altre restrizioni al sistema pensionistico, ma cercherei di portare subito a regime le riforme fatte e di impedire pensionamenti anticipati”. Così Elsa Fornero intervistata da ‘La Stampa’.

“In Grecia – spiega Fornero – visto anche l’altissimo tasso di disoccupazione, per molte famiglie le pensioni sono probabilmente l’unica fonte di reddito. E alcune riforme sono già state fatte. Dunque non penso che serva riformare ancora tagliandole pensioni, ma per l’appunto si devono ridurre quelle scappatoie che aumentano la spesa, come le pensioni anticipate concesse con generosità o le pensioni di invalidità date in modo relativamente facile”.

“Certo – continua – il sistema è stato generoso. Con il meccanismo della ripartizione, in cui le pensioni venivano pagate usando i contributi versati in quel momento da altri lavoratori, si potevano dare a tutti trattamenti che non avevano pagato e promettere ad altri lo stesso. È ovvio che questo aiuta la popolarità del governo in carica. E fino a quando l’economia va e non si manifestano i disequilibri che sono ad esempio frutto dell’invecchiamento della popolazione, tutto sembra sostenibile. Il fattore demografico, che in Grecia è molto forte, perché l’aspettativa di vita è più alta della media europea, e la crisi economica hanno dimostrato che non è così”.

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“Il sistema greco – conclude – è il classico esempio in cui l’insostenibilità dei conti deriva da una parte da promesse che non sono parametrate ai fondamentali dell’economia – ossia in sostanza alla crescita del Pil – e dall’altra da un sistema disegnato in modo da privilegiare chi oggi va in pensione e a penalizzare chi conta di andarci in futuro, ossia i giovani”.

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