Squinzi (Confindustria): Riforma pensioni per evitare una catastrofe per il Paese

“Il problema del welfare e’ uno dei piu’ importanti che dobbiamo risolvere. Se non troviamo il modo di renderlo sostenibile, sara’ una catastrofe per il nostro paese”. Così Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria.

“In Confindustria abbiamo fatto una riflessione sul sistema del welfare che include pensioni e sanita’ ed e’ evidente che non sia piu’ sostenibile. Di fronte a un paese che non cresce, vedo sempre piu’ vicino quello scenario di cui mi aveva parlato un ex presidente dell’Inps, e cioe’ che o cresciamo del 2% annuo o rischiamo il default dell’Inps stessa. Noi come Confindustria abbiamo preparato una proposta di documento che abbiamo sottoposto all’attenzione del primo ministro, o venerdi’ scorso o questa mattina. Crediamo che si tratti di un dibattito fondamentale per il futuro del nostro paese”!

“Abbiamo fatto un importante accordo sulla rappresentanza. Ora serve mettere ordine nelle regole della contrattazione e accompagnare la stagione dei rinnovi che e’ ormai alle porte – continua e aggiunge – se crediamo nelle regole dobbiamo essere conseguenti, altrimenti, avremo pochi argomenti per difendere la nostra autonomia, rivendicando il diritto di essere noi a regolare i nostri rapporti piuttosto che la legge”.

“Le relazioni sindacali – dice ancora Squinzi – sono attese anche da un’altra e ben più impegnativa sfida: concorrere al rinnovamento del nostro sistema di protezione sociale. La sostenibilità del nostro modello sociale passera’ necessariamente dalla rivisitazione del sistema di welfare”.

“E’ tempo di avviare una riflessione complessiva su ammortizzatori sociali e sulla bilateralita’, sulle politiche attive, i servizi del lavoro e una formazione adeguata alle sfide tecnologiche e di mercato”, spiega.

“E occorrerà capire dal Governo i suoi orientamenti in tema di pensioni, per gestire più responsabilmente il tema dell’invecchiamento attivo. Il tema della salute è di capitale importanza e non può essere affrontato che in una logica di innovazione. I consueti tagli alla componente privata del sistema non fanno che mettere a repentaglio un asset fondamentale dell’economia italiana e non danno nulla in termini di efficienza ed equita’ di accesso alle cure. Analogamente dobbiamo affrontare il secondo pilastro previdenziale”.

“Il welfare – spiega – e’ il terreno piu’ sfidante delle moderne relazioni industriali ed e’ indispensabile avviare un confronto serio con le organizzazioni sindacali. Noi siamo pronti con le nostre proposte. Sono convinto che si possa, anche rapidamente, trovare quella sintonia di fondo che permetterebbe di definire una intesa di rilevante portata per le imprese, i lavoratori, per l’intera societa’ Italiana. Cari amici, qualcosa e non poco, si muove e sta cambiando. Le riforme avviate e alcune misure di politica economica adottate, testimoniano dell’impegno al cambiamento del Governo e, lasciatemi orgogliosamente dire, sono testimonianza importante anche del ruolo di Confindustria a favore delle imprese”.

“Ma per un nuovo sistema di welfare molto passa dalla Sanità; i consueti tagli alla componente privata del sistema non fanno che mettere a repentaglio un asset fondamentale dell’economia e non danno nulla in termini di efficienza ed equità di accesso alle cure. Analogamente dobbiamo affrontare il secondo pilastro previdenziale, attendendo di capire dal Governo i suoi orientamenti in tema di pensioni: il tema della salute è di capitale importanza, con la sostenibilità del nostro modello sociale che passerà necessariamente dalla rivisitazione del sistema di welfare”.

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“Perché – sottoliena Squinzi – questo sistema di welfare non è più sostenibile: se non troviamo una crescita del 2% annuo avremo presto dei grossi problemi, compreso il rischio del default dello stesso Inps. Noi siamo pronti con le nostre proposte: sono convinto che si possa, anche rapidamente, trovare quella sintonia di fondo che permetterebbe di definire una intesa di rilevante portata”.

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