Cesare Damiano parla di flessibilità e boccia sul nascere il ricalcolo contributivo

Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano ha rilasciato una nota dove spiega il suo piano per l’uscita flessibile e avverte contro la proposta di ricalcolo contributivo.

“Il nostro obiettivo e’ quello di correggere la riforma Monti-Fornero, introducendo un criterio di flessibilita’ nel sistema. Su questo obiettivo si sono dichiarati d’accordo Renzi, Poletti e Padoan: il problema e’ di capire come si raggiunge”.

“La nostra proposta – si legge ancora – e’ di prevedere la possibilita’ di andare in pensione a partire dai 62 anni, purche’ si abbiano almeno 35 anni di contributi, e pagando una penalizzazione massima dell’8%, anticipare la pensione con un ricalcolo tutto contributivo dell’assegno equivarrebbe invece ad un taglio del 20-30%: questo non reggerebbe”.

“Cosi’ come non sarebbe accettabile – ammonisce il presidente della commissione Lavoro della Camera – che, per finanziare le nuove riforme, si mettessero nuovamente le mani sulle pensioni in essere in quanto liquidate con il sistema retributivo: un loro ricalcolo contributivo sarebbe una rapina e un nuovo attacco ai diritti acquisiti”.

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“Invito il Governo alla prudenza – termina così la nota – e soprattutto a distinguere tra pensioni d’oro, privilegi e pensioni normali. Sul tema della flessibilita’ in Commissione abbiamo registrato un’ampia convergenza tra partiti di Governo e di opposizione”.

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