Damiano: I temi della diseguaglianza sociale sono finalmente balzati agli onori delle cronache

I temi della diseguaglianza sociale, che stiamo sollevando da tempo, sono finalmente balzati agli onori delle cronache. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente Commissione Lavoro della Camera.

L’elenco dei problemi e’ purtroppo lungo – spiega Damiano – e comprende: nuova indicizzazione delle pensioni, dopo la sentenza della Consulta (il costo, secondo la CGIA di Mestre, ammonterebbe a 16 miliardi di euro); reddito minimo o di cittadinanza ( se si volesse dare un assegno di 600 euro al mese ad un milione di persone senza lavoro, la spesa strutturale annua ammonterebbe a 7 miliardi e 200 milioni di euro  e attualmente i disoccupati superano quota 3 milioni); adeguamento delle pensioni “incapienti”, quelle che arrivano fino a 600 euro al mese e che riguardano circa 6 milioni di pensionati; soluzione del problema degli “esodati” non compresi nei 170.000 salvaguardati (le risorse in questo caso ci sono per una soluzione, anche se parziale, utilizzando i risparmi del Fondo appositamente costituito); introduzione di un criterio di flessibilita’ nel sistema pensionistico per consentire, soprattutto a chi e’ rimasto senza lavoro, di poter andare in pensione a partire dai 62 anni di eta’ (anche in questo caso sarebbero necessari alcuni miliardi di euro).

La massa e l’urgenza dei problemi sociali irrisolti e’ enorme e richiede risorse attualmente non disponibili. Occorre una attenta regia da parte del Governo con il pieno coinvolgimento del Parlamento e delle parti sociali per l’individuazione di priorita’ condivise. Scegliere da soli sara’ moderno, ma si commettono troppi errori. Il Premier Renzi ha affermato che il Governo esaminerà le carte della Consulta nei prossimi giorni. ‘Ora ci prendiamo il tempo necessario per evitare di fare errori’, ha detto. Condividiamo questa prudenza che si basa sul recente infortunio del Governo Monti, ma la troviamo contraddittoria con il fatto che l’esame del provvedimento subisca invece una accelerazione e sia affrontato già al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo.

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Sarebbe opportuno – continua Damiano – che il Governo audisse preventivamente i sindacati confederali dei pensionati, e ascoltasse il parere delle Commissioni Lavoro e Bilancio di Camera e Senato che, sull’argomento, incontreranno martedì prossimo il ministro Padoan. Le soluzioni ci sono e possono basarsi sulle modalità di blocco della indicizzazione delle pensioni adottate dai Governi Prodi e Letta, che hanno trovato il via libera della Corte. Agendo per fasce o con il blocco della indicizzazione delle pensioni più alte (ad esempio, quelle superiori alle 8 volte il minimo) si può graduare l’intervento, rendendo sopportabile la copertura finanziaria, conclude Damiano.

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