Zanetti contro i pensionati baby

I baby pensionati non potranno sottrarsi ai sacrifici chiesti agli altri pensionati, perché non sarebbe giusto penalizzare maggiormente un pensionato con un assegno di 3mila euro e 40 anni di contributi rispetto a un altro pensionato con un assegno anche di 1.500 euro che però ha versato contributi per soli 18 anni. Lo afferma il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, in un’intervista al Sole 24 Ore in cui rilancia la proposta di adottare un criterio di “gradualità”, sia per gli importi sia per anzianità contributiva, con un “tetto di fatto” a 5mila euro.

Il punto di equilibrio compete al ministro Padoan anche sulla base di un’interlocuzione politica con le forze di maggioranza – rileva Zanetti -. Sul 2015 abbiamo uno spazio di deficit pari allo 0,5% del Pil che equivale a 8 miliardi. L’alternativa, puramente teorica, sarebbe sforare la soglia del 3% o agire con compensazioni, ma per noi non c’è alcun intervento che può essere finanziato con un aumento delle tasse.

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La sentenza della Consulta è immediatamente applicabile ma offre anche al Governo la facoltà di adottare nuovi interventi. La soluzione migliore – dice il leader di Scelta Civica – sarebbe una norma procedurale che dia un paio di mesi all’Inps per fare i conteggi necessari per valutare un intervento anche sulla base degli anni di effettiva contribuzione di ciascuno. Nell’intervista Zanetti incalza Matteo Renzi sulle riforme economiche che “davvero servono al Paese”, dal fisco alle partecipate, e chiede al premier di procedere con “la stessa determinazione mostrata con l’Italicum contro i frenatori della sinistra del suo partito”.

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