Sindacati a Governo, ‘prima ridate il maltolto e poi cancellate la Fornero’

Altro che tesoretto. Il problema per Matteo Renzi presto non saranno più i soldi in eccesso da spendere ma quelli in meno da trovare. Un mucchio di soldi, da 5 a 10 miliardi, per tappare il mega buco nei conti pubblici che la Corte Costituzionale ha aperto di fatto oggi, con la sentenza che ha dichiarato incostituzionali le norme del decreto Salva-Italia che hanno bloccato per il biennio 2012-2013 la rivalutazione delle pensioni sopra i 1400 euro.

È una sentenza che finalmente fa giustizia. Adesso il Governo Renzi restituisca il maltolto a milioni di pensionati dicono il segretario confederale Uil, Domenico Proietti e il segretario generale Uilpensionati, Romano Bellissima.

Dopo la vicenda degli esodati un altro clamoroso colpo alla legge Fornero: la sentenza della Corte Costituzionale conferma che la cosiddetta riforma non sta in piedi e che le norme vigenti vanno cambiate commenta Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil. La bocciatura riguarda l’articolo 24 del decreto legge 201/2014, che, per il 2012 e 2013, che ha dichiarato incostituzionale la perequazione dei trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo. Per Lamonica il governo sbaglia a non aprire urgentemente un confronto su come modificare la legge nel suo complesso, richiesta avanzata più volte unitariamente dai sindacati. Ora – conclude la dirigente sindacale – restituire subito il maltolto ai pensionati, a partire da quelli con assegni pari a tre volte il minimo.

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Come sempre, anche stavolta abbiamo dovuto attendere una sentenza della Consulta che convalidasse quanto da noi già ampiamente dichiarato in merito a una norma non solo sbagliata, ma perfino anche incostituzionale – dichiara il segretario generale della Cisl Pensionati, Gigi Bonfanti – Piuttosto che aspettare il pronunciamento della Consulta il governo avrebbe fatto e farebbe bene a dare ascolto alle nostre indicazioni, evitando di adottare provvedimenti che ogni volta si rivelano contrari agli interessi dei pensionati e, in questo caso, anche dei conti pubblici. Ci auguriamo che per il prossimo futuro – conclude il segretario della Fnp Cisl – il governo riconosca nuovamente al sindacato il ruolo che gli compete nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati.

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