Esodati: Lettera al ministro Padoan

“Alla cortese  attenzione del Ministro dell’ Economia e delle Finanze, Dott. Carlo Padoan.

Dall’assunzione del Suo mandato, lo scorso febbraio, la Rete dei Comitati degli Esodati Le ha più volte fatto richiesta ufficiale di incontro. Riscontri parziali alle nostre richieste si sono avuti con l’opportunità offertaci di incontrare il Sottosegretario, On. Paolo Baretta, in due costruttivi colloqui, ad aprile e giugno del 2014. Tuttavia ci permettiamo di reiterare la richiesta per un incontro diretto con Lei, pur consapevoli della Sua agenda particolarmente impegnativa.

La ragione della nostra richiesta è la questione degli “esodati non salvaguardati”, un dramma che dura da oltre tre anni, e che si qualifica come un unicum vergognoso tutto italiano.

Infatti, tutte le istituzioni interessate riconoscono il dramma di questi cittadini rimasti senza reddito e senza pensione; ma da tre anni assistiamo all’approvazione di provvedimenti parziali ed insufficienti a sanare alla radice e definitivamente l’ingiustizia perpetrata ai danni di decine di migliaia di cittadini, vicini alla pensione, che si son ritrovati derubati del loro diritto costituzionale.

In considerazione del serio rischio di gravi ripercussioni sociali indotte dalla riforma Fornero, come il Suo collega, il Ministro Poletti, ha dichiarato recentemente, ci preme ribadire con fermezza che il pericolo indigenza per gli “esodati non salvaguardati” è oggettivo, in quanto trattasi di cittadini privi sia di stipendio che di pensione.

Il motivo concreto che ci porta a risollecitare un incontro con Lei, è il progetto di una settima salvaguardia, su cui, ci è noto, stanno lavorando alcuni esponenti della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

La Rete dei Comitati non può che prendere atto con soddisfazione di tale iniziativa e sostenere questi parlamentari che mostrano consapevolezza della necessità urgente di dover emanare un nuovo provvedimento che si auspica risolutivo del problema “esodati”.

Tale nuovo provvedimento prenderebbe a riferimento i dati sugli esodati non salvaguardati censiti dall’INPS e certificati dal Governo in risposta alla interrogazione n. 5-030439 On. Gnecchi ed altri (PD) in Commissione Lavoro della Camera nella  seduta del 15 ottobre 2014 e quantificati in almeno 49.500 unità.

A nostro modesto avviso rimangono ancora esclusi, da tale conteggio certificato, numerosi altri „esodati“ che è necessario censire ed urgentemente certificare come i 49.500 citati e procedere al riconoscimento del loro legittimo diritto alla pensione come tutti gli altri.

Abbiamo tuttavia consapevolezza che gli ostacoli maggiori che si frappongono ad ogni nuova proposta di legge di salvaguardia pro-esodati, si rinvengono a livello di coperture e della forte reticenza del Suo Ministero e della Ragioneria di Stato. Circostanza che abbiamo spesso avuto modo di ritenere inaccettabile in quanto, come ebbe ad affermare il precedente Presidente del Consiglio Letta al momento del suo insediamento, con gli “esodati” lo Stato ha rotto un patto che occorre urgentemente ripristinare.

Non spetta a noi indicare dove rinvenire le risorse necessarie, tuttavia come per la L. 147/2014 sembra potersi prospettare concretamente la strada di ricorrere ai residui delle precedenti salvaguardie e confluiti nello specifico Fondo Esodati, normato nella L 228/2013 e che, com’è noto, deve essere esclusivamente utilizzato per la salvaguardia degli “esodati”.

Affinché ciò sia possibile, risulta necessario che i tecnici del Suo ministero e quelli dell’INPS si incontrino per stimare insieme tali residui di fondi, pur con la consapevolezza che il consuntivo preciso non sia fattibile perché talune salvaguardie si chiuderanno molto in là nel tempo per specifiche categorie, quali mobilitati e fondi di settore, sia delle ferrovie che del credito. Ma è possibile una stima molto verosimile che riteniamo sia da quantificare sollecitamente.

Ci permettiamo di condividere con Lei una valutazione fatta lo scorso anno dal Dott. Taddei nel corso di un incontro con una nostra delegazione ed alcuni componenti della segreteria economica del PD, quali, tra l’altro, il Ministro Madia e l’on. Faraone. In quell’occasione ci furono fatte delle riflessioni sul rientro dei capitali dalla Svizzera. Si ipotizzò, con precisi impegni, che per  intervenire sulla questione “esodati non salvaguardati” che ha dello “straordinario”, si potesse forse ricorrere a fondi altrettanto “straordinari”, come appunto la tassazione sul rientro dei capitali della Svizzera. Riteniamo tale ipotesi opportunamente percorribile anche alla luce del recente accordo firmato dai due paesi del quale ha recentemente dato notizia lo stesso Dott. Taddei.

Ribadiamo che non si ha minimamente la presunzione di indicare dove reperire le risorse per la 7′ salvaguardia, ci permettiamo solo di riportare quello che a noi parve un valido suggerimento dei nostri interlocutori della Segreteria del PD.

Concludiamo, ribadendo la nostra richiesta di incontro ma soprattutto chiedendo con fermezza che il Suo ministero si adoperi e dia pieno sostegno al provvedimento della prossima settima salvaguardia e che ricomprenda almeno tutti i 49.500 esodati non salvaguardati di cui alla citata interrogazione parlamentare.

Nel ringraziarLa per la Sua cortese attenzione, Le porgiamo i migliori auguri di buon lavoro e distinti saluti.

 

Per la Rete dei Comitati degli Esodati

Francesco Flore tel. 0784 203888  –  3389976878

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