La risposta degli esodati al commissario dell’Inps Treu

NOTA DI REPLICA DELLA RETE DEI COMITATI DEGLI ESODATI

ALLE DICHIARAZIONI RILASCIATE OGGI 12.12.14 DAL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’INPS, TIZIANO TREU, A RADIO 24

La Rete dei Comitati degli Esodati esprime il massimo disappunto per le affermazioni fatte dal Dott. Treu, Commissario straordinario dell’INPS, a Radio 24, sulla questione “esodati”, alle quali intende rispondere con determinazione e sdegno.

Scandalosa è la dimostrazione dell’arroganza e dell’ignoranza del Dott. Treu, il cui reiterato tentativo di negare il persistere del dramma “esodati”, a distanza di 3 anni dal suo originarsi, è l’unico autentico tormentone che esista in questa vergognosa vicenda.

Parole quali “tormentone ” pronunciate, in qualità di alto dirigente dello Stato, dal dott. Treu nei confronti della condizione di reale dramma vissuta da oltre 200.000 cittadini, qual è l’ammontare degli “esodati” non salvaguardati, sono spregio inqualificabile della sofferenza di queste persone e totale assenza di rispetto, che denota solamente una gravissima mancanza di visione della realtà qual’ è nei fatti.

Il Commissario avoca a se una arbitraria potestà di definizione della categoria degli “esodati” del tutto errata e fuorviante. Potestà che spetta, a nostro modesto avviso, al Parlamento Italiano ed alle leggi dallo stesso approvate ed in merito lo invitiamo a studiarsi i numerosi dibattiti parlamentari in merito; non ultimo quello sulla conversione in legge del DL 1558 durante il quale TUTTI i parlamentari si sono espressi molto chiaramente, riconoscendo l’errore di quella manovra e riconoscendo i numeri e le categorie degli “esodati” che noi citiamo.

Il Dott. Treu, nel momento in cui dichiara che gli “esodati” in senso tecnico siano solo coloro che firmarono accordi (e che di questi casi oggi non se ne registrano più), affermando di conseguenza che gli “esodati” non esistono più e che rimangono esclusi solo casi di 55enni senza lavoro, dà prova di non conoscere a fondo la questione nonostante la carica che riveste gli permetta ampie opportunità di approfondimento.

Al proposito ci permettiamo di ricordare al Dott. Treu i termini del comma 14 dell.art. 24 del decreto legge n. 201/2011, convertito poi nella legge 214/2011l (con il quale il governo Monti-Fornero ha fatto “cassa” con le nostre pensioni !!) che stabilisce le categorie legittimate a salvaguardia quali: mobilitati, autorizzati ai contributi volontari e fondi di settore. Con norme successive si portano le dovute e necessarie correzioni alle omissioni del comma 14 del sopraddetto art.24, introducendo la categoria dei cessati con accordi, collettivi o individuali ( gli esodati in senso letterale) con il D.L. 216/2011; in seguito la categoria dei cessati unilaterali con il D.L. 102/2013; infine la fattispecie dei cessati con contratto a tempo determinato con la L. 147/2014.

Il Dott. Treu ricostruisce i fatti tralasciando informazioni essenziali, come l’esistenza di svariati “paletti”, ossia vincoli ed arbitrarie condizioni aggiunti nei 6 provvedimenti di salvaguardia finora emanati, ed aventi come scopo esclusivo quello di limitare la platea dei beneficiari defraudati del diritto alla pensione.

Queste condizioni capestro, insieme al vergognoso limite temporale del 6 gennaio 2016 per la decorrenza della pensione, stabilite per autorizzati ai contributi volontari agli ex lavoratori posti in mobilità ed a tutte le fattispecie di cessati, sono la causa che provoca l’esistenza delle decine di migliaia di non salvaguardati, la cui età rasenta i 60 anni e oltre!

Constatando la grave lacuna di conoscenze di cui il Dott. Treu, con le sue dichiarazioni, ha dato prova sul tema “esodati”, lo si esorta ad applicare anche a se stesso il saggio consiglio di mettersi a studiare, consiglio da lui dato alle persone rimaste senza lavoro per poter trovare nuovo impiego.

L’assurdità non è il diritto degli “esodati non salvaguardati” alla pensione, da loro conquistato con anni di lavoro e con sacrifici economici ingenti, qualora abbiano dovuto effettuare anche della contribuzione volontaria, bensì la negazione della loro esistenza da parte della dirigenza INPS quando lo stesso Ente certifica e prova, nel mese di ottobre 2014, la loro esistenza con due tabelle, elaborate su richiesta del Ministero del Lavoro, per rispondere ad una interrogazione parlamentare!

Tabelle con le quali l’INPS CERTIFICA AL PARLAMENTO, tramite il Sottosegretario Bobba, che alcune tipologie di “esodati”, con decorrenza della pensione fino al 2018, sono 49.500 !!! Un Ente che, nel maggio 2012, ha CERTIFICATO al Ministero del Lavoro che eravamo quasi 400.000 e che, al netto dei 170.000 salvaguardati, diventano oggi oltre 200.000 “esodati” non salvaguardati senza alcun reddito e senza pensione gran parte dei quali ha superato i 60 anni !! Certificazione mai smentita ed utilizzata in numerosi atti parlamentari. Invitiamo il Commissario a mettersi d’accordo con l’Ente che gestisce e, quindi, con se stesso !!!

L’assurdità non è il diritto alla pensione rivendicato dagli “esodati” non salvaguardati, bensì la constatazione della mancanza di serietà della dirigenza INPS chiamata a contarli e ad conoscere ed applicare norme che il suo Commissario Straordinario ignora o volutamente finge di ignorare.

Non è ammissibile che un alto dirigente dello Stato si permetta di fare esternazioni di tale tenore e calibro, che rasentano il livello della menzogna.

Se questi cittadini, con cui lo Stato vilmente ed arbitrariamente ha rotto il patto con loro concordato, non esistessero, non si capisce perché allora lo Stato esiga da loro il pagamento di imposte e tasse; del perché questi cittadini lo scorso 27 novembre, per l’11’ volta, fossero davanti a Montecitorio a protestare con sdegno ed a rivendicare il loro diritto alla pensione derubato, e del perché il 5 dicembre si siano recati dai prefetti di molte città d’Italia (Milano, Roma, Torino, Lodi, Genova, Modena, Cagliari, Bologna, L’Aquila, Reggio Emilia, ecc.) per denunciare il loro dramma con un articolato Dossier che i Prefetti hanno trasmesso al Governo.

Gli ” esodati non salvaguardati” esistono e non sono pochi casi isolati, bensì decine di migliaia!

Lo Stato ed i suoi rappresentanti che con consapevolezza negano il persistere di questo dramma e delle sue vittime, SI VERGOGNINO !!! e trovino invece immediate soluzioni definitive a questo dramma !!

Per la “Rete” dei Comitati degli Esodati, Mobilitati, Contributori Volontari, Donne ESMOL, Esonerati Pubblica Amm.ne, Fondi di Settore e Licenziati senza tutele

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Francesco FLORE

La risposta degli esodati al commissario dell’Inps Treu
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