Atene dice il primo ‘NO’ alla Troika!

La Grecia rischia di tornare alla casella di partenza nel grande risiko della crisi dei debiti sovrani dopo aver passato i quattro anni più duri della sua storia moderna. Il ministro delle Finanze greco, Gikas Hardouvelis, ha gettato acqua sul fuoco rassicurando che alla fine l’accordo si troverà, ma intanto continua il braccio di ferro tra Atene e la troika (Fmi, Ue e Bce) che chiede ben 19 misure di austerità da approvare a tambur battente entro fine anno.

Il governo greco insiste infatti sulle questioni non negoziabili delineate nei giorni precedenti: “no” all’aumento dell’Iva sui prodotti alimentari e di largo consumo, “no” ai licenziamenti collettivi e “no” ad una ulteriore riduzione delle pensioni. La riunione, durata quattro ore, tra il ministero delle Finanze guidato da Gikas Hardouvelis e i funzionari della troika si è conclusa senza accordo. Senza il quale gli aiuti potrebbero non arrivare.

Secondo fonti del ministero delle Finanze, i rappresentanti dei creditori internazionali della Grecia non accettano le spiegazioni del ministero e continuano a sostenere che nel bilancio del 2015 esisterebbe un “buco” di 2,6-3,6 miliardi, mentre il ministero sostiene che non esiste alcun “buco”. “Noi abbiamo ragione”, dicono le stesse fonti. “Non esiste alcun ‘buco’, siamo nel giusto come negli anni scorsi e il bilancio sarà discusso in Parlamento così com’è a partire da oggi”. Per quanto riguarda le altre questioni ancora in sospeso, la parte greca si è detta d’accordo con le proposte della troika.

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Il paradosso però, in questa storia, è che se da un lato i numeri dei poveri e dei disoccupati sono schizzati alle stelle, oggi si scopre che anche quelli relativi ai super ricchi non sono da meno. Secondo il rapporto Wealth-X, i ricchi greci di ieri non solo non hanno pagato tutte le tasse dovute (l’evasione è ancora altissima ad esempio per gli armatori) ma sono diventati ancora più ricchi. In particolare, il numero dei milionari nel Paese è aumentato fino a 565 unità (relativo ai conti correnti gold) con un patrimonio complessivo di 70 miliardi di dollari: che fa segnare un più 16,7% rispetto al 2013.

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