Uil insieme a Cgil per lo sciopero generale

Sciopero generale. E’ il 12 dicembre la data scelta da Cgil e Uil per protestare contro il Governo italiano, in modo particolare contro il Jobs Act, la Legge di Stabilità e la riforma delle pensioni. Lo hanno deciso il segretario generale di Cgil Susanna Camusso e il segretario generale aggiunto della Uil Carmelo Barbagallo, mentre la Cisl si è tirata fuori. O meglio, per stessa ammissione del segretario generale Annamaria Furlan, uno sciopero generale non è mai stato nell’agenda della Cisl. Mancano, lo ha dichiarato la stessa Furlan “le motivazioni valide per fermare il Paese”!

Coerentemente con il percorso messo in atto in questi mesi e avendo esperito tutti i tentativi per ottenere risultati concreti, a questo punto la Uil dichiara lo sciopero generale e proporrà, già domattina, a Cgil e Cisl l’individuazione di una data e di modalità comuni per l’attuazione della mobilitazione ormai non più rinviabile“, si legge nel comunicato diffuso dalla Uil al termine della riunione dell’esecutivo.

La Uil ha giudicato “negativamente” l’esito dell’incontro svoltosi a palazzo Chigi: “Nessuna disponibilità è giunta dal governo a proposito del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Nessuna risposta è stata data sulla richiesta degli 80 euro ai pensionati né sul ripristino della rivalutazione delle pensioni né, tantomeno, sui non autosufficienti. Inoltre, resta nebulosa tutta la partita relativa al Jobs act, con il rischio concreto che siano messi in discussione le tutele per quei lavoratori che già le hanno. Mancano, poi, le risorse necessarie a garantire una continuità agli ammortizzatori sociali, per la protezione di coloro che rischiano la perdita del posto di lavoro”.

Annamaria Furlan, neosegretario generale della Cisl, intervistata da Repubblica, ha spiegato che “non ci sono motivazioni valide per fermare il Paese: il Jobs Act, in fondo, sta cambiando in meglio. Per la Cisl gli scioperi generali si fanno solo per obiettivi precisi: lo diciamo da sempre. In questo caso, invece, sarebbe solo inopportuno e inefficace: la motivazione è troppo debole”.

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Non ci sono motivazioni per una decisione così importante come lo sciopero generale”. Ne è convinto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Ogni organizzazione – ha continuato il ministro entrando al congresso della Uil – fa le proprie scelte in ragione delle proprie valutazioni”. Per Poletti inoltre “la responsabilità è comunque delle organizzazioni sindacali, che si prendono la responsabilità di quello che decidono”.

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