Chi attende cambiamenti sulle pensioni resterà deluso

Non accenna ad allentarsi il dibattito connesso alla Legge di Stabilità: i mancati interventi riferiti al comparto previdenziale non sono passati affatto inosservati, con la conseguenza che adesso il contesto politico-istituzionale appare più in fermento che mai.

Purtroppo la Legge di Stabilità altro non è se non l’ultima occasione mancata di una lunga serie di provvedimenti sfruttando i quali si sarebbero potuto arginare almeno in parte gli effetti della riforma Fornero. Tra le categorie più colpite troviamo senz’altro i lavoratori usuranti e precoci; nonostante una rilevanza sociale così elevata (questi lavoratori hanno contribuito alla crescita del paese) il governo Renzi non ha mai concretamente guardato al loro caso con l’intento di affrontarne strutturalmente la vertenza e la conseguenza non può che essere il caos venutosi a creare in questo momento.

Del resto, come ha spiegato Tiziano Treu neocommissario Inps: “In Parlamento ci sono diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell’ex ministro Enrico Giovannini dell’anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull’importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

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A proposito il ministro Poletti, intervenendo a Salerno ad un convegno organizzato dalla Cei e parlando della riforma delle pensioni 2014-2015, ha affermato: “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese, abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

Chi attende cambiamenti sulle pensioni resterà deluso
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