Regioni, stop alle pensioni baby di consiglieri e assessori

E’ questo l’accordo politico che l’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali ha raggiunto due giorni fa e che è stato tradotto in un ordine del giorno che ora ciascun’assemblea regionale dovrà utilizzare come modello e tradurre in una legge.

Secondo l’accordo raggiunto oggi dai presidenti dei Consigli regionali, l’assegno vitalizio compete “ai consiglieri cessati dal mandato che abbiano compiuto sessantacinque anni di età e che abbiano corrisposto il contributo per un periodo di almeno cinque anni di mandato svolto nel Consiglio regionale”.

Le Regioni si sono dette pronte anche a fare uno sforzo di solidarietà, con una riduzione temporanea del vitalizio per il triennio 2015-2017. Una misura ispirata dalla “necessità di rivedere l’entità del diritto secondo criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità rispetto alle finalità di contenimento della spesa pubblica ed alle esigenze di bilancio”. Per questo sono previste riduzioni: del 6% dell’importo lordo fino a 1.500 euro; del 9% per l’importo lordo superiore a 1.501 euro e fino a 3.500 euro; del 12% per l’importo da 3.501 euro a 6.000 e del 15% oltre 6.000 euro.

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