Intervento del ministro Padoan su fisco, lavoro e pensioni

Il Pil italiano resterà ancora negativo nel 2014 per iniziare a risalire già dal prossimo anno. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Porta a porta, la trasmissione di Raiuno, anticipando il documento di programmazione economica e di fatto confermando quanto l’Ocse ha annunciato due giorni fa. “Sono tre anni che abbiamo un numero negativo, quest’anno può darsi che avremo un numero negativo ma sarà minore rispetto agli altri anni”.

Padoan ha negato che dalla Commissione europea sia arrivata alcuna pressione perchè l’Italia modificasse il regime Iva. “La spinta dalla Commissione non è arrivata”, ha detto Padoan. Il ministro ha poi ribadito che il suo sogno è quello di poter abbassare le tasse “fino al limite che permetta di coprire le spese fondamentali dello Stato”, ma, ha ricordato anche che “abbiamo vincoli enormi e dobbiamo scrollarcene di dosso con pazienza e con tenacia. Vedremo”, quindi nessun impegno, sulla possibilità di un ulteriore taglio dell’Irap nell’ambito di una nuova legge di Stabilità.

Il ministro ha parlato poi della riforma del lavoro come della più importante. Una riforma che “permetterà ai giovani di lavorare meglio e guadagnare di più”. Poi dell’esigenza e della volontà di semplificare le norme. Il ministro ha elencato le forme  contrattuali: più di 40. “Noi – ha detto – vogliamo avere uno solo o al massimo due contratti. Se si ha una riforma così, l’articolo 18 diventa un non problema”.

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Infine il ministro dell’Economia ha parlato anche di un sistema di pensioni riformato e stabile, precisando che se davvero si decidesse di toccare gli assegni, ad essere colpiti sarebbero certamente quelli più alti: “Perchè la speranza – ha ribadito Padoan – è quella di riuscire a cambiare la riforma pensioni anche con un taglio delle tasse sulle pensioni stesse, anche se le possibilità, al momento, non sono poi così tante”.

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