Conti: Sulle pensioni serve più flessibilità

Se gli indicatori economici non miglioreranno, ricevere la pensione per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro sarà una scommessa più che una certezza. È questo in sintesi il pensiero di Vittorio Conti, commissario straordinario dell’Inps.

“Il Pil ha un peso rilevante sulla pensione – ha spiegato intervenendo ad un seminario – Se un giovane entra nel mercato del lavoro e vive in un contesto caratterizzato da una crescita di lungo periodo del Pil intorno allo 0,5% all’anno o vive in un contesto con una crescita del Pil dell’1,5% all’anno, le differenze saranno rilevanti sul piano della prestazione pensionistica. Nel primo caso avrà una pensione inferiore anche del 20% rispetto a quella che percepirebbe nel secondo caso”.

Pertanto continua Conti “la struttura di riferimento del sistema previdenziale deve essere più flessibile in relazione ai tempi e ai modi di uscita dal mercato del lavoro”. Conti ha spiegato che il problema è quello “di non stabilire una data di uscita dal lavoro fissa, uguale per tutti. In base alla contribuzione raggiunta – ha aggiunto il commissario – si può decidere se andare avanti o meno. Quindi – ha riassunto il commissario – non è giusto un trattamento uguale per tutte le tipologie di lavoro”.

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Conti ha infine aggiunto che si dovrebbe tenere conto anche dei lavori usuranti; che sono peraltro già tutelati con uscite anticipate rispetto ai limiti delle pensioni di vecchiaia.

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