A proposito di riforme

Il tempo per attuare le riforme è poco” avverte il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in un’intervista a Repubblica: “Abbiamo poco tempo per far percepire con chiarezza e accettare il disegno complessivo. E secondo me dev’esserci una chiarezza anche di analisi, e dev’esserci continuità dell’azione. Premesso che è difficile parlare genericamente di riforme strutturali e bisognerebbe essere specifici, in Italia sono state prese molte misure: sulla giustizia civile, sul mercato del lavoro, sulle pensioni”, le sue parole.

Il tempo è poco ma comunque sufficiente”, replica il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, prima di prendere parte ai lavori del workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. Le riforme ha sottolineato il ministro dell’Economia e delle Finanze “hanno benefici nel medio termine ma nell’immediato hanno un effetto importante sulla fiducia. Bisogna ridare fiducia alle famiglie e alle imprese. Se la spesa non aumenta non è perché le risorse mancano, ma perché si preferisce non usarle, in attesa di qualche cosa. E’ vero che c’è un problema di priorità. Ma è anche vero – ha concluso il ministro – che le riforme strutturali si sostengono a vicenda: alcune riforme servono alle altre riforme per lavorare meglio”.

Del tutto contrario il parere di Vincenzo Visco, economista e politico italiano, più volte ministro: “Siamo in una trappola – dice intervistato – Non solo l’Italia, ma tutti i Paesi europei. Si chiede di fare i compiti a casa, con la promessa che poi le politiche cambieranno. Ma io non ci credo: non mi pare che la Germania voglia cambiare”.

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“La Merkel in questo non è sola, rappresenta l’ideologia di quelli che pensano: basta stringere la cinghia (come si fa in famiglia) e poi, quando il bilancio sarà a posto, ci penserà il mercato, ma non funziona così. Uno Stato non è una famiglia: se il Pil non cresce il debito aumenta. Ecco perché si sbagliano”.

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