Nella crisi la soluzione sono le pensioni d’oro

“Le forze dell’ordine, come tutti i lavoratori della pubblica amministrazione che guadagnano poco più di 1200 euro con  famiglie a carico, non devono essere umiliate con il blocco degli aumenti richiesto dal ministro Madia. Credo che questa posizione vada rivista”.

È quanto afferma Stefano Pedica del Pd. “Meglio tagliare le pensioni d’oro o negare qualche soldo in più a un impiegato? – continua Pedica -. Questo è il quesito che pongo al ministro che tanto sta facendo per cambiare passo alla PA. Gli uomini delle forze dell’ordine sono eroi che ci difendono per pochi soldi e li vogliamo penalizzare ancora? Non dimentichiamo che su di loro come a tutti i cittadini da fine settembre a ottobre cadrà la mannaia della tasi e di altre 100 tasse”.

Parere simile anche per Enrico Zanetti, sottosegretario al Mef: “Penso che continuare a tenere bloccati tutti gli stipendi – ha detto – senza mostrare altrettanta determinazione su quella parte di pensioni elevate che non hanno dietro adeguati versamenti di contributi e senza rompere gli indugi sul disboscamento della giungla delle società partecipate possa trasmettere la sensazione di un ordine di priorità discutibile che alimenta la legittima frustrazione di chi è pronto a fare la sua parte di sacrifici, ma, appunto, la sua parte e non tutta solo lui” ha concluso.

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“Il messaggio di Mario Draghi è stato: io ho fatto il mio ruolo ora i governi devono fare il loro, le riforme vanno fatte e almeno una o due all’anno”, è quanto ha affermato il finanziere Davide Serra, fondatore del fondo Algebris, commentando la decisione della Bce di tagliare i tassi e dare il via agli acquisti di Abs. E a proposito di riforma pensioni, Serra ha puntato l’indice sulle pensioni d’oro “che sono – ha detto – un’ingiustizia intra generazionale”.

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