Nuova intervista Poletti riguardo alle pensioni

Nel suo intervento al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini e, poi, nell’intervista che ha seguito, il ministro del Lavoro Poletti, non aveva parlato di pensioni anticipate, uscita flessibile dal lavoro e/o riforma del sistema previdenziale come, invece, aveva fatto in quasi tutte le altre occasioni. Stessa linea anche stavolta; in questa nuova intervista a l’Unità il ministro Poletti commenta la crisi economica, il preoccupante dato sulla disoccupazione e ovviamente la questione pensioni.

I dati allarmanti sull’occupazione sono gravi – esordisce Poletti – ma vanno letti insieme a quelli diffusi dall’Isfol e inseriti nel contesto generale, valutando anche quelli dei due mesi precedenti. A maggio e giugno – spiega – abbiamo recuperato 100 mila posti di lavoro, a luglio ne abbiamo persi 35 mila. Questo ci dice prima di tutto che stiamo vivendo una situazione di coda della crisi, con forti oscillazioni. E che il dato è in linea con il quadro economico registrato in tutta Europa. Difficile immaginarsi dati positivi se il Pil rallenta o è addirittura negativo come da noi”.

Dopodiché il ministro del Welfare dice la sua riguardo al’articolo 18: “Io dico che non bisogna partire dal singolo punto, ma dall’insieme, dalla riforma complessiva, altrimenti ci si divide e basta. Se tolgo una cosa devo inserirne un’altra. Per questo chiedo di non affrontare il problema come abbiamo fatto finora. Nella delega si ridisegnerà tutto il sistema, passando da una prevalenza di politiche passive (cioè semplici trasferimenti monetari) ad una di politiche attive, con proposte innovative per il collocamento e la formazione. Questo cambierà completamente la prospettiva”.

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Infine sulle pensioni: “Il mondo dei pensionati non è certo catalogabile con un’etichetta. Ci sono migliaia di pensionati al minimo, e altrettanti pensionati che vivono giustamente di quanto hanno risparmiato durante l’intera vita lavorativa. Su questo punto ribadisco quanto abbiamo già chiarito: le pensioni non saranno toccate nella legge di Stabilità”.

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