Sui quota 96 la Madia promette ma i tempi sono stretti

Tra una settimana, probabilmente, avremo una risposta dal governo in merito alla delicata questione dei quota 96: in occasione della presentazione delle linee guida di riforma della scuola, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi dovrebbe fare il punto della situazione. Il punto chiave rimane sempre lo stesso: il parere dei tecnici ed in modo particolare della Ragioneria dello Stato.

La ministra Madia ha anche inviato una lettera ai quota 96, pubblicata sulla pagina Facebook dedicata, dove ha precisato come le stia particolarmente a cuore non solo la risoluzione della vicenda quota 96 ma anche l’avvio di quel ricambio generazionale da tutti auspicato:

“Gentile Prof…….

comprendo le ragioni del suo rammarico per la mancata occasione di idonea risposta all’annosa questione dei cosiddetti “quota 96”, 4000 tra docenti e personale ATA penalizzati dall’entrata in vigore della legge Fornero per la peculiarità del loro contratto di lavoro e, nei fatti, privati del diritto all’assegno previdenziale.

L’aver escluso dal decreto sulla PA tali pensionamenti, non deve tuttavia essere visto come una rinuncia del Governo a dare adeguata soluzione al problema: infatti, il presidente Renzi si riserva di valutare la questione nel quadro del pacchetto scuola che sarà varato a breve.

E’ appena il caso di sottolineare che all’effettiva entrata in quiescenza del personale interessato corrisponde l’avvio del processo di ricambio generazionale con giovani insegnanti, tema, quello della staffetta, che mi sta particolarmente a cuore e al quale continuo ad assicurare tutto il mio impegno.

Cordiali saluti

Marianna Madia”

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Purtroppo, nonostante le rassicurazioni, l’introduzione di una deroga per i quota 96 della scuola rischia invece l’ennesima frenata. Dato che il Cdm – secondo quanto si apprende da fonti vicine a Palazzo Chigi – discuterà solo delle linee guida appare improbabile che il 29 Agosto possa essere varato un decreto legge ad hoc per risolvere la vicenda che vede protagonisti i 4 mila professori. In occasione del vertice di governo tuttavia l’esecutivo dovrà indicare come affrontare il problema e se dare una risposta agli insegnanti. Ma la soluzione vera e propria rischia di slittare almeno sino alla legge di stabilità quando il governo potrebbe mettere mano al capitolo previdenza in maniera più decisa.

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