Riforma Fornero incostituzionale?

24 ore dopo l’intervista in cui l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero tornava a farsi viva, difendendo la sua riforma, ecco giungere notizia che la sua riforma delle pensioni del dicembre 2011 arriverà alla Corte Costituzionale per un giudizio di legittimità.

La legge pensionistica legata al nome del ministro del lavoro del governo di Mario Monti finirà infatti sotto la lente di ingrandimento della Consulta, che dovrà giudicare se la legge che ha sconvolto i piani e le vite di milioni di italiani è stata concepita nel rispetto della Costituzione. In particolare i giudici della Suprema Corte dovranno accertare la legittimità della norma che stabilisce, per gli anni 2012 e 2013, il blocco della perequazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo Inps. Vale a dire, circa 1.500 euro mensili.

A fare ricorso una pensionata ligure che chiedeva all’Inps un adeguamento della pensione per gli anni 2012 e 2013. La stessa ricorrente aveva posto alla Sezione la questione di legittimità costituzionale della legge, che impone il blocco della perequazione automatica per le pensioni più alte.

La Sezione della Corte dei Conti ha ritenuto che tale disposizione della Fornero “mina il sistema di adeguamento di tali trattamenti pensionistici sganciandoli, per un tempo considerevole, dalle variazioni derivanti dal costo della vita, con conseguente violazione dei principi di sufficienza e adeguatezza”.

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Da notare che la decisione della Consulta non arriverà prima di diversi mesi ma se dovesse essere accettata la famigerata riforma Fornero potrebbe ricevere un duro colpo, e finire smontata, in una delle sue parti qualificanti; il ribaltone, se si verificasse, avrebbe risvolti clamorosi ed effetti dirompenti anche sui conti, già alquanto scassati, dell’Inps

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